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Amazon e il marketing territoriale al contrario

il bando per la scelta della nuova sede

Amazon e il marketing territoriale al contrario

(Bloomberg)
(Bloomberg)

Gli Stati e i territori sono sempre più in competizione per attrarre investimenti. Ma il bando di gara pubblicato qualche giorno fa da Amazon sul proprio sito relativo al progetto di una nuova sede aziendale opera un salto qualitativo.

Infatti l’avviso volto a sollecitare proposte da parte degli Stati, contee e città metropolitane degli Stati Uniti per localizzare un nuovo quartier generale aziendale simile a quello di Seattle, ha tutte le caratteristiche di un bando di gara pubblico con una particolarità: il rovesciamento dei ruoli.

Di regola, sono le stazioni appaltanti ad avviare una procedura competitiva volta a scegliere l’impresa privata per costruire un’opera pubblica o realizzare interventi infrastrutturali.

Anche le forme più evolute di negoziazione e di partenariato pubblico-privato disciplinate dal nuovo Codice dei contratti pubblici prevedono che la pubblica amministrazione guidi la procedura competitiva finalizzata alla scelta del partner privato.

Nel caso di Amazon è invece l’impresa a porre in concorrenza le amministrazioni territoriali per individuare quella disposta a offrire le condizioni migliori per un investimento da 5 miliardi di dollari e 50mila nuovi posti di lavoro.

Il bando è preciso nel descrivere l’intervento anche in termini di tempistiche dell’investimento e le condizioni di partecipazione. Vi è anzitutto una descrizione dell’azienda e della propria sede di Seatte il cui investimento ha generato dal 2010 al 2016 un indotto di ben 38 miliardi di dollari a favore del territorio. Segue una indicazione dei criteri di scelta tra i quali un’area metropolitana di oltre un milione di abitanti, un ambiente stabile e “business-friendly”, un tessuto urbano o suburbano idoneo ad attrare dipendenti altamente qualificati (con salario medio annuo di centomila dollari), un sito già predisposto per un insediamento industriale e ben collegato con le reti di trasporto, una connettività in fibra elevata, ecc.

Fattori rilevanti sono anche la qualità della vita nella comunità e l’offerta culturale. Conta altresì la presenza di istituzioni universitarie specializzate soprattutto nelle discipline tecniche e scientifiche di interesse di Amazon.

Il bando richiede una individuazione analitica di tutti gli incentivi fiscali, tariffari e non tariffari che le autorità pubbliche sono disposte a offrire e informazioni sulla normativa giuslavoristica, inclusi eventuali livelli minimi salariali. Le offerte dovranno essere presentate entro il 19 ottobre in cinque copie cartacee e Amazon si riserva di condurre una negoziazione con uno o più proponenti in vista dell’aggiudicazione e della stipula di un contratto. Non servono altri particolari per descrivere questo “mondo alla rovescia”. E sorge l’interrogativo se tutto ciò sarebbe possibile in Italia.

Un primo ostacolo è certamente rappresentato dalla limitata autonomia fiscale e tariffaria delle amministrazioni regionali e locali che dunque non potrebbero proporre condizioni particolarmente favorevoli. Anche l’assetto urbanistico non è pienamente disponibile se non altro perché i piani regolatori richiedono la doppia approvazione del comune e della regione.

In ogni caso, contrattualizzare condizioni di insediamento con un impatto così rilevante richiederebbe l’assenso preventivo di numerose amministrazioni ciascuna titolare di prerogative autonome. I tempi medi delle conferenze di servizi sembrano poco compatibili con quelli delle imprese multinazionali. Insomma, uno scenario alla Amazon rientra da noi nel futuribile. Ma la questione dell’attrattività dei nostri territori resta attuale e attende soluzioni efficaci.

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