Mondo

Italia a Seul: «Hub per investimenti, anche verso…

piattaforma nel mediterraneo

Italia a Seul: «Hub per investimenti, anche verso l’Africa»


TOKYO – L'Italia ha e può rafforzare un ruolo naturale di hub per gli investimenti dall'Asia verso l'Africa. Il concept e' stato sviluppato nel corso del convegno “Italy (EU): Hub for Investments and Business” organizzato da Kotra, Ambasciata d'Italia, Italian Trade Agency (ITA), Camera di Commercio Italiana in Corea e dallo studio legale BonelliErede. Tra illustrazioni di “case study” e delle misure introdotte di recente per agevolare gli investimenti in Italia, e' stato in particolare Riccardo Bordi, Managing associate a BonelliErede, a presentare l'idea - avanzata l'anno scorso dal managing partner dello studio legale, Stefano Simontacchi - di una Italia come ponte per gli investimenti verso l'Africa.
Evidente l'interesse della platea per il suggerimento probabilmente nuovo per il pubblico dei circa 70 partecipanti, di considerare il nostro Paese come piattaforma per il Mediterraneo e l'Africa, grazie a fattori come la prossimita' geografica, le relazioni privilegiate (intergovernative e non), i forti legami commerciali e un '”African Act” in arrivo. Mentre la Cina e' molto presente sia in Italia/Europa sia in Africa – ha fatto notare Bordi - la Corea del Sud e' rimasta indietro anche se “e' interessata all'Africa”, come dimostrano le 13 operazioni di M&A censite da Mergermarket negli ultimi 10 anni (per un valore di circa 2 miliardi di dollari)
Lo Studio BonelliErede ha aperto sue strutture in Egitto e in Etiopia. “Siamo presenti in Africa: ci crediamo. E stiamo rafforzando i legami con un network di studi legali africani in vari Paesi”, afferma Bordi, secondo cui si tratta di mercati che stanno avviando un percorso dagli sviluppi interessanti anche se non necessariamente immediati. D'altra parte, Bondi ha rilevato che “gli investimenti diretti sudcoreani in Italia sono da un po' di tempo latitanti e non corrispondono al livello significativo dell'interscambio commerciale”. Nel periodo 2012-2016, gli investimenti sudcoreani in Europa risultano solo sesti tra quelli dei Paesi asiatici, superati anche da Singapore, Kazakstan e India. Le ultime significative acquisizioni in Italia risalgono al 2014, quando Seah Steel rilevo' Inox Tech e DTR acquisto' C.F. Gomma.
Un altro esponente dello studio, Renzo Cavalieri (che e' anche docente a Ca' Foscari di diritto dell'Asia Orientale), ha, dice, “cercato di raccontare una Italia che sta cambiando, attraverso una serie di riforme su lavoro, fisco, snellimento burocratico anche nella concessione di permessi di lavoro. Misure che convergono e hanno riscontro nel numero crescente di investimenti stranieri”.
La responsabile di Ita a Seul, Paola Bellusci, ha anch'essa presentato alcune delle ultime iniziative in direzione della promozione degli investimenti esteri, soffermandosi poi in particolare sulle opportunita' per gli investitori internazionali nel nostro settore immobiliare, la cui vetrina e' il portale www.investinitalyrealestate.com lanciato l'anno scorso.
ASEM WEEK. Il convegno si e' inserito in una settimana di riflessioni ad ampio raggio sui rapporti tra la Corea del Sud e l'Europa e sulle prospettive di un consolidamento della cooperazione economica tra Asia ed Europa (Asem Week), compreso un ASEM Economic Ministers' meeting. La Commissaria al Commercio Ue, Cecilia Malmstrom, ha lodato i risultati del Free Trade Agreement bilaterale: se pure, come tutti gli accordi, va costantemente monitorato e adeguato all'evolvere delle situazioni, nel trarre un bilancio complessivo va considerato - ha sottolineato - non solo l'andamento di deficit o surplus, ma il beneficio complessivo apportato alle economie e ai cittadini. Peraltro, dal 2011 - anno di prima applicazione dell'Fta bilaterale - i flussi commerciali sono cresciuti in senso positivo per la Ue (passata da un deficit a un surplus commerciale) e per l'Italia. L'export italiano e' aumentato da 3,72 miliardi di dollari nel 2010 a 5,5 miliardi nel 2016 (con un picco a 6,26 miliardi nel 2014), mentre l'import italiano dalla Corea del Sud risulta in calo dai 3,5 miliardi del 2010 ai 3,16 del 2016 (una diminuzione connessa anche alle delocalizzazioni produttive della Korea Inc.)
Malmstrom ha poi riconosciuto che, se il Korus (ossia l'accordo di libero scambio tra Usa e Corea del Sud) verra' modificato – come Trump ha piu' volte detto di voler fare, denigrandolo -, questo potrebbe avere un impatto anche sull'Fta Ue-Seul.
La Commissaria, infine, ha fatto riferimento al tema delicato dell'adeguamento della Corea del Sud alle norme sul lavoro dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (in particolare in termini di associazione sindacale e contrattazione collettiva): secondo Bellusci, “con la nuova Amministrazione Moon ci sono le premesse perche' queste tematiche vengano affrontate”.

© Riproduzione riservata