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Pyongyang: Trump ci ha dichiarato guerra, abbatteremo i caccia Usa

la crisi nordcoreana

Pyongyang: Trump ci ha dichiarato guerra, abbatteremo i caccia Usa

Il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho (AP)
Il ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong Ho (AP)

Si intensifica il duello a parole tra Stati Uniti e Corea del Nord. Parlando da New York a margine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il ministro nordcoreano degli Esteri Ri Yong ho ha detto che Donald Trump ha «chiaramente» dichiarato guerra a Pyongyang. Il riferimento è al tweet di sabato scorso del presidente americano, in cui Trump diceva di avere appena ascoltato il discorso di Ri al Palazzo di Vetro: «Se le sue parole echeggiano quelle dell'Uomo missile [ossia il leader nordcoreano Kim Jong Un], non saranno in giro per molto». Come a dire che gli Usa li distruggeranno.

Nel suo intervento all'Onu, Ri aveva spiegato che con Trump il rischio di un attacco missilistico da parte della Corea del Nord sul territorio americano stava diventando «inevitabile». In quella giornata il Pentagono era tornato a mostrare la sua forza a Pyongyang: dall'isola di Guam, un territorio Usa nel Pacifico che ad agosto fu minacciato da Kim, erano partiti bombardieri B-1B a cui si sono uniti F-15C decollati da Okinawa (Giappone), volando nello spazio aereo internazionale sopra le acque orientali della Corea del Nord. Si è trattato, a detta del Pentagono, della prima volta nel 21esimo secolo in cui caccia Usa si sono spinti «nella parte più settentrionale della zona demilitarizzata coreana, al largo della costa nordcoreana». In riferimento a ciò, Ri oggi ha detto che il suo Paese abbatterà i jet americani nello spazio aereo internazionale. Lui stesso la settimana scorsa aveva minacciato l’esplosione di una bomba all’idrogeno nel Pacifico.

Pronta è arrivata la replica americana per bocca del portavoce del Pentagono, colonnello Robert Manning, secondo il quale «gli Stati Uniti hanno un arsenale immenso da fornire al presidente Trump per affrontare la questione della Corea del Nord». Per il Pentagono «tutte le opzioni sono sul tavolo»: «Offriremo al presidente tutte le alternative necessarie se le provocazioni di Pyongyang continueranno».

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