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La Palestina ammessa nell’Interpol

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La Palestina ammessa nell’Interpol

La Palestina, rappresentata dall’Autorità nazionale palestinese (Anp) è stata ammessa come Stato membro nell’Interpol, l’organizzazione internazionale della polizia di 190 Paesi. La votazione è avvenuta durante l’assise dell’istituzione in corso in Cina, con la mozione di accoglimento dell’Anp contrastata fino all’ultimo sia dagli Usa che da Israele. «Lo Stato di Palestina e le Isole Solomon sono ora Paesi membri dell’Interpol», ha twittato l’organizzazione.

Il ministero degli Esteri israeliano, secondo cui la Palestina, non essendo uno Stato, non ha qualifiche per diventare membro dell’Interpol, non ha rilasciato commenti. In base agli accordi di pace ad interim tra Palestina e Israele, all’Anp guidata da Mahmoud Abbas (Abu Mazen) è stata affidata un’autonomia limitata in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. «La nostra vittoria - ha scritto il ministro degli Esteri palestinese Riyad al-Maliki - è stata resa possibile grazie alla posizione di principio della maggioranza dei membri dell’Interpol». Secondo un tweet dell’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, più del 75% dei Paesi Interpol ha dato la sua approvazione.

«In questa lieta occasione - ha scritto ancora al-Maliki - lo Stato palestinese ribadisce l’impegno a sostenere i propri obblighi contribuendo alla lotta alla criminalità e alla promozione dello stato di diritto». Nel 2012 l’Assemblea generale della Nazioni Unite promosse lo status di osservatore dell’Anp (e del Vaticano) da “entità” a “Stato non membro”. Una mossa che non equivale ancora alla piena appartenenza alle Nazioni Unite, ma che ha importanti implicazioni legali a proposito dell’accesso della Palestina alle organizzazioni internazionali.

Il funerale di Solomon Gabariya, una delle tre guardie israeliane uccise martedì da un palestinese in un insediamento

L’adesione all’Interpol cade in una giornata particolarmente critica per i rapporti tra Anp e governo israeliano, dopo l’attentato in cui martedì mattina un palestinese ha ucciso tre guardie israeliane e ne ha ferita una quarta ad Har Adar, un insediamento ebraico in Cisgiordania, a un passo dalla linea di demarcazione con Israele non lontano da Gerusalemme. L’autore dell’attacco, Nimer Mahmoud Ahmad Jamal di 37 anni, del vicino villaggio palestinese di Beit Sourik, è stato ucciso poco dopo dalle forze di sicurezza israeliane, e la sua casa demolita.

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