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Marutake: come mettersi davvero nei panni di un samurai

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Marutake: come mettersi davvero nei panni di un samurai

SATSUMASENDAI - Come ci si sente nei panni - tessili e metallici - di un grande signore della guerra giapponese del XVI secolo, tipo Oda Nobunaga o Shingen Takeda? E' possibile sperimentare questa sensazione se si ordina una replica perfetta delle loro armature (Yoroi), realizzata su misura con gli stessi materiali di un tempo, lavorati a mano. La produzione e' della Marutake Sangyo, azienda unica al mondo di Satsumasendai, nel Kyushu, oggi quasi monopolista nelle forniture per i drammi televisivi della Nhk e per i migliori film d'epoca, oltre che per festival popolari e parchi tematici a tema. I suoi 50 addetti-artigianali sono addestrati per lunghi anni a cercare la perfezione: non fanno giocattoli, ma opere di ingegno manifatturiero che, sottolineano, devono davvero essere indossabili, oltre che scrupolosamente rispettose delle tradizioni.

Marutake: come mettersi nei panni di un vero samurai

DA KUROSAWA A DRAGON QUEST. Le produzioni dei film di Kurosawa, come Ran o Kagemusha, si sono rivolte alla Marutake per i “costumi d'epoca” (per Ran, furono ben 1.600). Se i samurai sono icone della cultura e della storia giapponese, non e' solo la katana a caratterizzarli, ma l'intero “Yoroi”. Una armatura storica completa del più alto livello può costare 25mila euro, ma in genere i prezzi sono assai più bassi, indicati sul sito Web con l'avvertenza che, se siete più' alti di 180 com, vi costerà dal 10 al 30% in più. Ci vogliono anche due mesi per realizzare un solo esemplare: la produzione annua supera di poco le 300 unita'.
La societa' fu fondata circa 60 anni fa da Shinobu Tanoue - come evoluzione di una azienda attiva nella produzione di attrezzature per la pesca - e ora e' gestita dal figlio Kenichi, che ha un solo cruccio: le imitazioni imprecise e di bassa lega fatte da altri, che magari - a causa dei costi più bassi - trovano sbocco anche in film internazionali di grande successo, come “L'ultimo Samurai” con Tom Cruise. Lui non intende far sconti sulla qualità del prodotto. C'e' solo qualche concessione a tecniche moderne nel processo produttivo, specie per l'abbigliamento tessile, ma per il resto i metodi e i materiali (dalle placche metalliche battute a mano alle laccature) sono quelli di 4 secoli fa. Una piccola evoluzione c'e' stata nella committenza, visto che l'azienda ha realizzato armature per personaggi di anime, come per Loto della serie Dragon Quest.
IL “SAMURAI TOURISM”. L'azienda ha un punto di marketing a Tokyo e si può' visitare su appuntamento. Ma per chi si reca nel Kyushu meridionale e' forse meglio visitare il parco tematico promosso dalla societa' - Sendaisengoku Mura, ovvero il villaggio del Paese in guerra civile - o le residenze dei samurai della zona (Iriki-Fumoto, Izumi-Fumoto e il distretto dei samurai di Chiran). Anche senza ordinare una costosa armatura storica, insomma, si può fare una immersione totale nel “Samurai Tourism”: vestendosi da guerriero, preparando e gustando il cibo dei samurai, sperimentando lo “Iaido”' (una arte marziale modernizzata che enfatizza la tecnica di sfoderare e impugnare la spada). E, ovviamente, partecipare a una cerimonia del te' in una antica residenza di signori della guerra. Tra le iniziative promosse da Keichi Tanoue, c'e' anche l'”Armor Wedding” per chi si sposa e vuole, nel post-cerimonia, apparire agli invitati nei panni di un guerriero d'altri tempi. Ma questa sembra una idea più difficilmente esportabile.

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