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Ue, maximulta al produttore Scania per il cartello sui prezzi dei camion

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Ue, maximulta al produttore Scania per il cartello sui prezzi dei camion

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La Commissione europea ha annunciato oggi di aver comminato al produttore di veicoli pesanti Scania, marchio del Gruppo Volkswagen, una multa di 880 milioni di euro per avere partecipato con altre cinque aziende in un cartello sui prezzi di vendita dei camion. A differenza delle altre società, Scania è stata l'unica a non cercare una soluzione arbitrale con l'esecutivo comunitario. La scoperta del cartello ha portato a una multa record pari a 3,8 miliardi di euro.

“La decisione di oggi segna la fine della nostra inchiesta su una intesa durata 14 anni – ha detto in una conferenza stampa qui a Bruxelles la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager -. Questa intesa ha comportato danni per un numero molto importante di autotrasportatori in Europa. Scania e gli altri costruttori implicati nell'accordo producono nove decimi dei veicoli pesanti e medi in Europa (….) Anziché mettersi d'accordo sui prezzi, i costruttori di camion avrebbero dovuto farsi concorrenza”.

Gli altri produttori coinvolti nell'intesa illegale - MAN, DAF, Daimler, Iveco e Volvo/Renault - avevano concordato con Bruxelles una transazione nel 2016 (si veda Il Sole/24 Ore del 20 luglio 2016). Grazie a questa scelta hanno potuto godere di uno sconto sulla multa, avendo ammesso la propria responsabilità. A rivelare per prima l'intesa illegale tra i produttori di camion è stata MAN. Non accettando la transazione, Scania non ha potuto beneficiare di uno sconto di almeno il 10%.

“I produttori si sono accordati per anni, fin da un loro incontro nel gennaio 1997, sui prezzi lordi, sugli aumenti e sulla tempistica degli aumenti”, ha detto la signora Vestager. La commissaria, un ex ministro delle Finanze danese, ha ricordato che la multa totale di 3,8 miliardi di euro è un record nei 60 anni dell'Unione europea. Nel solo settore automobilistico, la Commissione ha scoperto nove cartelli e comminato multe per un totale di oltre sei miliardi di euro.

Per il Gruppo Volkswagen, la vicenda è una nuova fonte di imbarazzo dopo che nel 2015 è stato costretto ad ammettere di avere modificato i motori diesel delle sue auto VW per ridurre le emissioni nocive al momento dei test di omologazione. Acquirenti di camion Scania potrebbero decidere di trascinare la società davanti a un giudice, accusando l'azienda di avere imposto loro prezzi troppo elevati, anche se appare difficile dimostrare il danno economico.

La filiale svedese del Gruppo Volkswagen ha annunciato che intende fare ricorso davanti alla magistratura comunitaria, “a meno che non ci siano ulteriori significative informazioni nella decisione della Commissione europea”. Ha poi aggiunto il portavoce: “In nessun caso e a nessun livello Scania ha concluso una intesa con altri produttori”. Nella sua conferenza stampa, la signora Vestager ha invece rimproverato all'azienda di avere “avuto un ruolo attivo” nel cartello.

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