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«Meno tasse per le imprese». In Giappone spunta la…

Verso le elezioni

«Meno tasse per le imprese». In Giappone spunta la “Koikenomics”

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Gli ultimi dati macroeconomici in Giappone segnalano un relativo miglioramento, ma sulla moderata ripresa economica (+2,5% annualizzato nel secondo trimestre) si stagliano ora nuove incertezze legate alla situazione politica in vista delle elezioni generali anticipate al 22 ottobre, che si profilano come un duello tra il premier Shinzo Abe e la governatrice di Tokyo Yuriko Koike.

Gli ultimi dati. L'inflazione “core” in Giappone appare in ripresa ma resta inchiodata al di sotto della metà del target ufficiale del 2% perseguito dalla Banca del Giappone. In agosto i prezzi al consumo - esclusi gli alimentari freschi - sono saliti del 0,7 rispetto allo 0,5% di luglio, ossia al ritmo maggiore di quest'anno. Una crescita legata a un aumento dei prezzi di elettricita e prodotti petroliferi, oltre a un incremento delle imposte su bevande alcoliche e degli oneri per esami medici.

La spesa mensile delle famiglie resta relativamente debole, pur aumentando dello 0,6% in agosto rispetto a un anno prima. La produzione industriale fa segnare in agosto un aumento - superiore alle attese - del 2,1% sul mese precedente, dopo il calo dello 0,8% registrato a luglio. Il mercato del lavoro conferma il suo irrigidimento: la disponibilità di posti rispetto alla domanda resta al massimo dal 1974, con un ratio di 1,52 in agosto.

Opposizione più forte ad Abe. Ieri il premier Shinzo Abe ha sciolto la Camera Bassa per indire elezioni anticipate il 22 ottobre. Evidentemente dava per scontato un nuovo mandato da parte degli elettori, ma la sua scommessa comincia ad apparire rischiosa. Il Partito Democratico - principale partito di opposizione, in piena crisi dopo un avvicendamento al vertice - si è orientato a consentire ai suoi membri di unirsi a un nuovo schieramento, il “Partito della Speranza” promosso dalla governatrice di Tokyo (ed ex ministra di Difesa e Ambiente) Yuriko Koike (reduce dal trionfo elettorale nelle elezioni metropolitane in cui aveva da sola sfidato il partito Liberaldemocratico di Abe, di cui un tempo aveva fatto parte).

Koikenomics? Alcuni analisti già si spingono a non escludere grandi sorprese elettorali e hanno cominciato a parlare di “Koikenomics”. Lo fa Jesper Koll, capo di WisdomTree in Giappone, secondo cui la nuova alleanza elettorale - il maggiore riallineamento politico degli ultimi 15 anni - potrebbe guadagnare fino a 180 seggi sui 465 della Camera Bassa (infliggendo come minimo un colpo mortale alle ambizioni di Abe di farsi rinnovare tra un anno dal partito Liberaldemocratico, per la terza volta, il mandato di presidente, al fine di restare premier fin dopo le Olimpiadi). «La cosa più importante è che la “Koikenomics” è pronta a rilanciare l'originale promessa pro-crescita dell'Abenomics.

Questo è dovuto al fatto che Koike ha una storia consolidata come politico a favore del business, della deregolamentazione e della crescita», afferma Koll, secondo cui la Koikenomics avrebbe i seguenti aspetti-chiave: taglio delle imposte sulle imprese; promozione di «zone economiche speciali» e di «specifiche aree regolamentate» dove sarebbero gli imprenditori, non solo i tecnici, a fissare regole; privatizzazione più aggressiva delle risorse nazionali; riforme amministrative che aumentino la qualità e l'efficienza dei servizi pubblici e consentano una maggiore autonomia regionale; creazione di una società “smart” e diversificata.

Macron giapponese? Comunque il “Partito della Speranza” è davvero un neonato e non ha ancora presentato un programma economico preciso: si affida soprattutto a un messaggio elettorale appunto di “speranza” enfatizzando la ricerca di trasparenza nella pubblica amministrazione, in una sorta di “riformismo conservatore”. «Messa in un contesto globale, il crescente slancio politico di Koike può essere meglio paragonato con l'ascesa del presidente francese Macron -afferma Koll -. Come Macron, Koike ha la visione, l'esperienza e il carisma per uscire dai vecchi modelli di influenza e creare qualcosa di credibile e costruttivo. È una imprenditrice politica che si è fatta da sé e che corre contro l'establishment, promuovendo allo stesso tempo uno spirito di impresa e concretezza». Alle sue spalle, come consigliere informale, ha tra gli altri l'ex premier Junichiro Koizumi, tradizionale fautore della deregulation e - più recentemente - oppositore dell'industria nucleare. Come sempre ottimista sul Giappone, Koll pensa che la Koikenomics abbia il “potenziale di rilanciare l'Abenomics”. Se il suo schieramento, che sta aggregando politici di varie provenienze, dovesse avere una grande affermazione elettorale, non si può escludere che riesca a provocare defezioni anche nel partito di Abe.

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