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Gentiloni: da Roma e Madrid dipende la nuova stagione Ue

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Gentiloni: da Roma e Madrid dipende la nuova stagione Ue

  • –Nicoletta Picchio

ROMA

«Dal consolidamento del rapporto tra Italia e Spagna dipende la possibilità che la nuova stagione dell’Europa si sviluppi davvero». Paolo Gentiloni conclude il Foro di dialogo Italia-Spagna. Dopo il voto francese e tedesco c’è una «finestra di opportunità» in Europa: la volontà di coglierla c’è e lo dimostra la presenza dei ministri spagnoli, degli Esteri e dell’Economia, dopo il referedum di domenica. «È importante che la giornata si sia svolta», ha esordito Gentiloni. La questione catalana è stata inevitabilmente affrontata. «Sono sicuro che prevarranno il dialogo e lo stato di diritto, per evitare problemi di competitività e sociali che tutti vogliamo evitare», ha detto l’ex premier Enrico Letta, coordinatore del Foro di dialogo insieme a Josep Duran i Lleida (è alla 15° edizione ed è organizzato dall’Arel e dalla Ceoe, la Confindustria spagnola). Alla nuova Europa Italia e Spagna dovranno partecipare con un ruolo di primo piano, accanto a Francia e Germania. «Tedeschi e francesi lanceranno un’agenda per la competitività in Europa - ha detto Letta - i nostri due paesi dovranno essere protagonisti».

Un percorso che passa attraverso la collaborazione politica ed economica. «Il governo mio e di Rajoy si stanno impegnando in questa direzione, dobbiamo dare un segnale chiaro alle nostre imprese che possono contare su due governi che le incoraggiano», ha detto il presidente del Consiglio. Erano molti gli imprenditori presenti, dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia al suo omologo, Juan Rosell, alla presidente di Business Europe e di Eni, Emma Marcegaglia, ai leader di grandi aziende italiane e spagnole. «Bisogna cambiare la visione geopolitica: Italia e Spagna non devono essere considerate più periferie d’Europa ma devono avere un ruolo centrale tra Ue e Mediterraneo», ha detto Boccia, aggiungendo che «attraverso gli amici spagnoli dobbiamo essere più forti in America Latina». Nel dialogo europeo Spagna e Italia, secondo Boccia, devono lavorare insieme perché «l’Europa sia competitiva mettendo al centro la questione industriale» nella convinzione che la competizione «non è tra stati europei ma tra Ue e mondo esterno». No al protezionismo, si ad un commercio libero e «fair» è stato il messaggio dalla Marcegaglia: «l’Europa deve restare paladina del libero scambio». La crescita è l’obiettivo. «Non è il momento di regole depressive, bisogna occuparsi di cose conrete: investimenti, web tax, acciaio, Industria 4.0. La stabilità non va data per scontata», ha detto Gentiloni. «La crescita del pil della Spagna mi fa un pò di invidia», ha ammesso il ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan, ma i due paesi «hanno una situazione favorevole: bisogna approfittarne spingendo in Europa per la crescita, che passa per il rafforzamento del mercato interno, più tecnologie, più produttività».

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