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Tokyo, Koike presenta la “Yurinomics”: no al nucleare e…

verso le elezioni del 22 ottobre

Tokyo, Koike presenta la “Yurinomics”: no al nucleare e al rialzo dell’Iva

TOKYO - Non “Koikenomics” ma “Yurinomics” al posto dell'”Abenomics”: e' stata oggi la stessa governatrice metropolitana di Tokyo Yuriko Koike - promotrice del nuovo partito nazionale Kibo no To (Partito della Speranza) a suggerire il nuovo vocabolo per delineare le politiche economiche che intende promuovere. In una conferenza stampa, Koike ha presentato questa mattina la sua piattaforma in dieci punti per le elezioni che il premier Shinzo Abe ha convocato anticipatamente per il prossimo 22 ottobre.

Koike ha rifiutato le sollecitazioni a scendere subito direttamente in campo per un posto alla Camera Bassa: evidentemente preferisce attendere, ma è chiaro che la sua ambizione resta quella di diventare in futuro la prima premier donna del Giappone.
Il Partito della Speranza sfida il partito Liberaldemocratico di Abe ed è riuscita ad attrarre gran parte dell'attuale principale schieramento di opposizione, il partito Democratico, che si è virtualmente sciolto, mentre alcuni suoi membri più orientati “a sinistra” hanno dato vita a un altro nuovo raggruppamento, il Partito Costituzionale Democratico guidato da Yukio Edano.

Le “politiche economiche post-Abenomics” che il Kibo no To persegue, ha chiarito Koike, rappresentano più una aggiunta e un miglioramento che non un rimpiazzo dell'Abenomics.
Tra i punti qualificanti, spicca la volontà di congelare il previsto rialzo dell'imposta sui consumi dall'8% al 10% che dovrebbe scattare nell'ottobre 2019 (dopo già due rinvii decisi da Abe). Per le assetate casse statali, si prevedono piuttosto maggiori efficienze nella spesa, una accelerazione del piano di privatizzazioni e una tassazione addizionale delle risorse eccessive che le grandi aziende tengono in tesoreria anziché spenderle in piani di business. Il partito della Koike vuole ridurre inoltre il numero e gli stipendi dei parlamentari, oltre a incoraggiare una sana trasparenza amministrativa combattendo le pressioni di interessi nascosti.

La maggiore divergenza con l'Abenomics riguarda la politica energetica: entro il 2030 il Kibo no To vuole un Giappone totalmente privo di centrali nucleari e votato alle energie alternative. Nel manifesto del partito, pur senza elaborazioni specifiche, si considera la prospettiva di una sorta di reddito di cittadinanza che assicuri a tutti uno standard minimo di vita, anche in vista dei cambiamenti che le nuove tecnologie apporteranno rendendo obsolete alcune industrie. E si parla anche di liberare il paesaggio urbano giapponese dagli ormai molto incongrui pali della luce.

Il partito è favorevole a riforme costituzionali, ma per quanto riguarda la controversa modifica dell'art. 9 (clausola ultrapacifista) mostra un atteggiamento un po' più sfumato rispetto al partito di Abe, invocando un ampio dibattito in materia. Sulle nuove leggi per la sicurezza promosse da Abe, la promessa è di una “applicazione appropriata” nell'ambito dei limiti costituzionali.
Il Kibo no To sta comunque avendo qualche difficoltà a candidare, come ha previsto, almeno 233 potenziali membri della Camera Bassa (ossia oltre la metà dei 465 che saranno eletti). Finora ne ha annunciati 202. La campagna elettorale inizia ufficialmente il 10 ottobre.

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