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Barcellona sfila per l’unità. Rajoy: «Dichiarazione…

Fra le migliaia in piazza anche il nobel vargas llosa

Barcellona sfila per l’unità. Rajoy: «Dichiarazione indipendenza non avrà effetto»

  • – di Redazione Online
Due ragazze alla manifestazione unionista che si è svolta oggi a Barcellona
Due ragazze alla manifestazione unionista che si è svolta oggi a Barcellona

Il dubbio era già nei numeri: al referendum del primo ottobre per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna ha votato il 43% degli aventi diritto, quindi quasi il 60% è rimasto a casa. Una maggioranza finora silenziosa che oggi a otto giorni dal referendum fai da te- alcuni hanno sottolineato numerose irregolarità nelle procedure del voto - sfila per le vie di Barcellona e chiede l’unità della Spagna. Come ieri, più di ieri. Quando, era sabato pomeriggio, in piazza Saint Jaume hanno sfilato catalani che chiedevano dialogo «Parlem? Hablamos?». Oggi invece sfilano gli unionisti, coloro che non condividono il movimento per l’indipendenza di una regione che aveva uno statuto autonomo svuotato da successivi interventi della Corte costituzionale spagnola.

Una manifestazione certamente con più facce e colori politici. Sul palco e in prima fila a manifestare per l’unità con la Spagna anche il premio Nobel per la Letteratura Mario Vagas Llosa, il prefetto spagnolo in Catalogna Enric Millo, il ministro della sanità di Madrid Dolors Montserrat. Per le strade qualche manifestante è stato immortalato da un utente twitter a fare il saluto nazista, molti grudano «Puigdemont in prigione» (il presidente catalano volto dell’indipendentismo ndr) la maggioranza ha però marciato solo per l’unità.

Sui numeri polizia e organizzatori sono lontani anni luce. La polizia urbana di Barcellona conta 350mila persone, per gli organizzatori quasi un milione in piazza. A ogni modo è una voce che finora non si era materializzata perché la situazione è stata monopolizzata dagli indipendentisti, la polizia spagnola, il governo di Madrid, i partiti grandi e piccoli. Oggi invece la piattaforma unionista Società Civile Catalana (Scc) ha portato migliaia di persone fra piazza Urquinaona e la stazione di Francia.

A questa folla il premier spagnolo Mariano Rajoy in un tweet dice «In difesa della democrazia, della Costituzione e della libertà. Preserveremo l'unità della Spagna. Non siete soli».

Lo stesso Rajoy in un’intervista a El Pais confessa le sue ore difficili: «Devo cercare di essere giusto, devo ascoltare la gente, e so quanto pensano in molti. Ho però soprattutto l'obbligo di mantenere la calma. È il mio primo dovere perché altrimenti posso prendere una decisione sbagliata». Rajoy ha così risposto a chi lo critica fra l'altro per non avere ancora sospeso l'autonomia catalana per impedire una dichiarazione di indipendenza, di non aver insomma applicato l’articolo 155 della Costituzione: «Ho l’obbligo di non sbagliare, è probabilmente la cosa più difficile di tutte», ha risposto. Il premier non esclude che deciderà per la sospensione e comunque in base a tutto ciò che gli permette la legge - anche sciogliere il governo regionale - ma ha comunque assicurato che la dichiarazione non avrà effetto. Dichiarazione unilaterale di indipendenza che il presidente catalano Carles Puigdemont potrebbe proclamare martedì alle 16 quando si presenterà al parlamento della Catalogna.

«La dichiarazione di indipendenza è prevista dalla legge del referendum come applicazione dei risultati: applicheremo quanto dice la legge», ha ribadito questa sera Puigdemont in un programma di Tv3 registrato negli ultimi giorni trasmesso stasera e di cui sono state anticipate alcune dichiarazioni.

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