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Acciaio con false certificazioni, 500 aziende nello scandalo Kobe Steel

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Acciaio con false certificazioni, 500 aziende nello scandalo Kobe Steel

(Bloomberg)
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TOKYO - Lo scandalo della falsificazione delle certificazioni di qualità alla Kobe Steel si estende al core business dell'acciaio e ad alcune sue fabbriche al di fuori del Giappone (Cina, Malaysia e Thailandia): il numero delle società-clienti coinvolte sale da 200 a circa 500. Oltre ai problemi su prodotti in alluminio e rame gia' rivelati nei giorni scorsi, ieri si sono aggiunte altre nove categorie di prodotti intermedi che hanno avuto dati falsificati sulle specifiche richieste dai clienti o non sono stati sottoposti alle ispezioni finali che erano state invece garantite. Sale il numero di società straniere i cui prodotti finali potrebbero avere problemi di sicurezza o di qualità, tra cui Gm, Ford, Boeing, Rolls-Royce, Intel. Tra i clienti giapponesi, compaiono ora Panasonic, Toshiba e Daikin, oltre alle principali aziende automobilistiche.

Mentre lo scandalo tocca anche il settore della Difesa, Greenpeace ha lanciato l'allarme sull'industria nucleare in Giappone e nel mondo: «I prodotti di Kobe Steel sono ampiamente utilizzati nei reattori nucleari in Giappone, molto probabilmente anche nei quattro attualmente operanti», ha dichiarato a Tokyo Shaun Burnie di Greenpeace Germania, particolarmente preoccupato per le forniture della controllata Kobelco Steel Tube di tubi in acciaio utilizzati nei componenti pressurizzati dei reattori atomici - tra cui condensatori e generatori di vapore (che contengono 3-5mila tubi) - e di sistemi di conduttura per l'acqua sia nei reattori PWR sia in quelli BWR. Un'altra controllata di Kobe Steel la Zirco Products, fornisce tubi in leghe di zirconio utilizzati per contenere le barre combustibili nel nocciolo dei reattori. Del resto, sottolinea Greenpeace, gia' in Francia e in Giappone due aziende siderurgiche, Japan Steel Works e JCFC, erano finite sotto inchiesta per controlli alterati su prodotti forniti alle centrali nucleari francesi.

Tra le sussidiarie dove sono emersi problemi, da ieri ci sono anche Nippon Koshuha Steel e Shinko Wire, che gia' erano state accusate di falsificazione di dati, rispettivamente nel 2008 e l'anno scorso. Intanto si profilano le prime minacce legali. West Japan Railways ha indicato che Kobe Steel dovrà sostenere i costi del rimpiazzo di alcuni componenti del treno veloce Shinkansen leggermente al di sotto degli standard di legge, che sara' effettuato anche se non risultano concreti pericoli per la sicurezza. Lo stesso ha dichiarato il presidente della Subaru per il caso che la Casa sia costretta a richiamare vetture in officina. Il titolo di Kobe Steel ha perso in totale il 41,2% nelle ultime quattro sessioni. Il Ceo Hiroya Kawasaki per ora non si dimette: ha detto di voler completare gli accertamenti.

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