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Npl, il Fondo monetario: bene regole più stringenti ma solo sui…

dopo le indicazioni della vigilanza bce

Npl, il Fondo monetario: bene regole più stringenti ma solo sui nuovi

Il ministro cinese delle finanze, Zhu Guagyao, e il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde (Afp)
Il ministro cinese delle finanze, Zhu Guagyao, e il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde (Afp)

WASHINGTON - Il Fondo monetario ha espresso nuovamente il suo appoggio alla decisione della vigilanza della Bce di proporre regole più stringenti per i crediti deteriorati (Npl) delle banche dell'eurozona, proposta che ha suscitato vivaci proteste in Italia, uno dei Paesi dove la percentuale degli Npl è più alta. Ma l'Fmi ha precisato che è importante che questa riguardi solo i nuovi crediti deteriorati, e non anche quelli già esistenti nei bilanci delle banche, come temuto in Italia e come traspare dall'indicazione di Francoforte, che nel primo trimestre dell'anno prossimo avanzerà altre prescrizioni riguardanti appunto lo stock.

Bene la Bce, ma stock esistente resti fuori
«Appoggiamo fortemente la recente proposta della Bce – ha detto il direttore del dipartimento europeo, Poul Thomsen – per rafforzare gli accantonamenti contro gli Npl. È il momento giusto per farlo. Non è affatto una misura sproporzionata, dato che riguarda solo i nuovi Npl, e non il largo stock esistente». Thomsen ha aggiunto che si tratta di quello di cui l'Italia ha bisogno per rafforzare la fiducia nel proprio sistema bancario, notando peraltro che recentemente sono stati realizzati importanti progressi nello sforzo di ripulire i bilanci delle banche. Nei giorni scorsi, un altro economista dell'Fmi, Peter Dattels, ha affermato che entro la fine di quest'anno, le banche italiane avranno ridotto lo stock di Npl per 65 miliardi di euro.

Sfruttare la ripresa
Più in generale, il dirigente dell'Fmi ha affermato che l'Italia deve trarre vantaggio della forte ripresa in corso (nel «World Economic Oulook» pubblicato questa settimana, l'istituzione di Washington ha ritoccato al rialzo dello 0,2 e dello 0,1% le previsioni di crescita rispettivamente per il 2017 e il 2018, all'1,5% e all'1,1%) anche per realizzare l'aggiustamento dei conti pubblici e le riforme strutturali per far accelerare la crescita. «È chiaro – ha dichiarato – che l'Italia si trova di fronte a una serie di sfide: l'alto debito pubblico, un livello relativamente alto di Npl e una storia di crescita relativamente bassa. È l'ora di affrontare questi temi». Le autorità devono prendere ora le misure «politicamente difficili». Thomsen ha sostenuto che è troppo presto per giudicare se, sulla base dei dati economici più recenti, il Fondo rivedrà nuovamente al rialzo le previsioni sull'Italia.

Nell'Eurozona, ha detto il dirigente dell'Fmi, «siamo preoccupati che alcuni Paesi che hanno limitato spazio fiscale (il gergo del Fondo per indicare Paesi con alto debito pubblico come l'Italia ndr) il progresso nell'aggiustamento dei conti pubblici abbia rallentato, nonostante l'accelerazione della crescita». La capacità dei Paesi con alto debito pubblico, basso potenziale di crescita e alti Npl (come l'Italia) di «prevenire una grave restrizione pro-ciclica quando saranno colpiti dal prossimo shock dipende in modo decisivo dal fatto che le scelte giuste siano compiute durante la ripresa in corso», ha detto Thomsen.

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