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La promessa di Xi Jinping: «Cina sempre più aperta agli…

AL VIA IL CONGRESSO DEL PARTITO

La promessa di Xi Jinping: «Cina sempre più aperta agli investitori»

Da sinistra, l’ex presidente cinese Hu Jintao e l’attuale capo dello Stato Xi Jinping (Ap)
Da sinistra, l’ex presidente cinese Hu Jintao e l’attuale capo dello Stato Xi Jinping (Ap)

Al via a Pechino il diciannovesimo Congresso del Partito comunista cinese, l’evento politico che ogni 5 anni ridisegna le strategie del Paese. È durato 3 ore e mezza l'intervento di apertura dei lavori del suo segretario generale Xi Jinping. Tra interruzioni per gli applausi (riassunti nella standing ovation conclusiva) e i sorsi di tè, il discorso di Xi si è protratto ben oltre le due ore attese alla vigilia. Il segretario generale, che è anche presidente della Repubblica popolare, ha rimarcato i successi degli ultimi 5 anni e tracciato le ambizioni per costruire una forte nazione «entro il 2050».

Xi, nominato ai vertici del partito dal precedente Congresso del 2012, ha nel frattempo consolidato il suo potere e con ogni probabilità verrà confermato alla sua guida. Il Congresso, che dovrà tratteggiare il percorso politico ed economico della Cina per i prossimi 5 anni, durerà fino alla prossima settimana. Alla fine del Congresso, il partito svelerà i nomi dei nove membri del Comitato permanente del Politburo, il massimo organo decisionale del Paese.

La Cina «diventerà sempre più aperta» e le barriere di ingresso agli investimenti stranieri saranno ulteriormente abbassate, ha detto Xi. Il segretario generale Xi Jinping ha assicurato che «la porta della Cina è stata aperta e non sarà chiusa, ma si aprirà di più». Xi ha parlato di continuazione del processo di «liberalizzazione dei cambi e dei tassi d'interesse» e ha pronosticato una crescita dell’economia nei prossimi anni «a passo medio-alto». Il Partito comunista cinese, ha però precisato passando dall’economia alla difesa, «deve mantenere l'assoluto controllo sulle forze armate». Il partito, ha ammonito, «si opporrà a ogni azione che metta a rischio la sua leadership». Pechino deve poi «mantenere una ampia autorita' centrale su Hong Kong e Macao».

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