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Bolzano cerniera per la nuova industria Ue

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Bolzano cerniera per la nuova industria Ue

  • –Nicoletta Picchio

BOLZANO

È arrivato alla settima edizione, un dialogo per rafforzare le collaborazione tra Italia e Germania, i due primi paesi manifatturieri d’Europa. Per crescere, creare occupazione e spingere affinché nella Ue si metta al centro la questione industriale e si sviluppi un’impresa solida e moderna.

Ha preso il via ieri il Forum tra Confindustria e Bdi, che si svolge a Bolzano. «Un bellissimo confronto che si è trasformato in questi anni in un vero e proprio processo di Bolzano, che comincia con una serie di posizioni comuni, di documenti per arrivare ad una dichiarazione congiunta delle due Confindustrie». Bolzano, ha aggiunto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, «sta diventando non una consuetudine ma una cerniera per un’Europa diversa alla quale vogliamo contribuire con proposte e progetti dal punto di vista economico. Dentro c’è la forza dell’importanza della questione industriale europea, di un’Europa mercato più ricco del mondo che deve difendersi grazie alla competitività della sua industria. C’è un’idea di società e di un nuovo ruolo dei corpi intermedi dello Stato, a partire da noi e dalla Bdi, per allargarlo alle altre Confindustrie».

Ieri al Forum, organizzato anche con la collaborazione di Assoimprenditori Alto Adige, si è parlato di politiche industriali, imprenditorialità e competenze, cooperazione interregionale, mercato unico, commercio globale e delle sfide finanziarie per l’Eurozona. Protagonisti imprenditori dei due paesi, banchieri, e la politica: ieri anche il ministro per la Coesione Territoriale, Claudio De Vincenti, che ha tenuto un discorso durante la cena. Questa mattina si continuerà a porte chiuse, per poi mettere a punto la dichiarazione finale da inviare ai governi, che sarà presentata dai due presidenti delle Confindustrie, Boccia e Dieter Kempf. Il messaggio, ha continuato Boccia, è che «la sfida non è tra paesi d’Europa, ma tra Europa e mondo esterno. Detto dagli industriali tedeschi e italiani è un bellissimo messaggio. La sfida non è economica e non solo politica». L’Italia, ha aggiunto il presidente di Confindustria, è all’inizio della fase di uscita dalla crisi. «Dobbiamo stare attenti a non entrare in un confronto che ci vede troppo attenti ad una politica della domanda e troppo poco a quella dell’offerta. Abbiamo grandi potenzialità ma anche rischi. Gli altri paesi come gli Usa e la Cina stanno puntando sulla competitività delle loro imprese». Sull’importanza di creare un mercato europeo si è soffermata anche Lisa Ferrarini, vice presidente di Confindustria per l’Europa: «i prossimi 12 mesi – ha detto - devono portare un’accelerazione dell’Unione europea altrimenti il populismo continuerà a dividere. L'Europa è un grande mercato, abbiamo bisogno di agevolare il mercato unico perché può esprimere un potenziale di crescita molto interessante. Dobbiamo evitare il dumping sociale e lavorare molto sulla contraffazione». L’Europa siamo noi, ha sottolineato anche Stefan Pan, vice presidente di Confindustria per le Politiche regionali: «dobbiamo far percepire alle pmi e ai cittadini che l’Europa è concreta e funziona». Bisogna «puntare sulla competitività dell’industria europea», ha sintetizzato il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, che ieri ha concluso il dibattito. «Per questo sono stati trattati temi guardando i due versanti: quello interno europeo e quello esterno all’Europa. All’interno bisogna guardare al mercato unico, all’unione bancaria, alle competenze, alla politica industriale. All’esterno bisogna fare attenzione alle sfide globali, ad un commercio che deve essere corretto, alla necessità di attrarre investimenti e di gestire e monitorare quelli che non arricchiscono l'Europa ma rischiano di impoverirla».

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