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La via europea alla giustizia sprint

i diritti nell’unione

La via europea alla giustizia sprint

Un’infermiera italiana, che aveva chiesto il rilascio della tessera professionale europea per esercitare in Irlanda, s’è vista più volte rigettare la domanda dal Nursing and midwifery board of Ireland, perché alcuni documenti mancavano o non erano in lingua inglese. L’autorità irlandese ignorava però le disposizioni del regolamento Ue 2015/983, che prevedono procedure e tempi molto definiti in caso di omissioni e traduzioni di documenti: ha quindi rilasciato la tessera professionale (e adeguato i suoi sistemi interni) solo dopo l’intervento della rete Solvit.

Un’azienda italiana, che aveva invece firmato un accordo con una società di Malta per distribuire lì cinque diversi prodotti, tra integratori alimentari e cosmetici, ha atteso invano – dopo due anni di istruttoria – una risposta dalle autorità maltesi: fin quando non ha fatto ricorso alla rete Ue per la soluzione dei problemi del mercato interno. Perché questo è Solvit: un servizio online (gratuito) ideato per aiutare imprese e cittadini europei a trovare un rimedio ai casi in cui l’amministrazione di un altro Paese non applichi correttamente le norme comunitarie (restano dunque esclusi i contrasti tra imprese o tra i consumatori e le imprese).

Quelli appena raccontati sono solo alcuni dei recenti casi risolti da questa rete “informale”, nata 15 anni fa e a cui è possibile rivolgersi quando non sia stato già avviato un procedimento giudiziario. Il funzionamento è semplice: si contatta il centro Solvit del proprio Paese (home centre), compilando e inviando il modulo presente sul sito. L’istanza viene quindi valutata e inoltrata al centro del Paese chiamato in causa (lead centre): il tutto per cercare una soluzione rapida, entro 10 settimane dall’apertura del reclamo.

A livello complessivo, nel 2016 la maggior parte degli “ostacoli” rimossi da Solvit (2.414 casi affrontati) ha interessato la sicurezza sociale (62,4%), seguita dalla libera circolazione delle persone (19%) e dal riconoscimento delle qualifiche professionali (6,5%). E il podio si ripete – pur se in proporzioni un po’ diverse tra casi ricevuti e casi inviati – anche a livello italiano.

I risultati in Italia

Il centro italiano opera presso il dipartimento delle Politiche europee e nell’ultimo anno si è dimostrato uno dei più efficienti. «Ne abbiamo fatto una nostra eccellenza – commenta il sottosegretario per le Politiche e gli affari europei Sandro Gozi – come ha riconosciuto la Commissione Ue: nel 2016 Solvit Italia è risultato tra i centri che hanno trattato il maggior numero di casi (293), risolvendone il 95%, ben al di sopra della media europea dell’89 per cento. All’Europa dei burocrati preferiamo quella delle buone pratiche come questa: concreta, dalla parte dei cittadini, che moltiplica le opportunità e tutela i diritti». Tutti gli indicatori italiani, in effetti, sono in crescita (si veda l’articolo in basso), e le ragioni del progresso risiedono anche nella continuità del personale e della struttura al lavoro, che consente di avere uno sguardo sul lungo periodo e stringere una maggior collaborazione con le singole amministrazioni interne: basti pensare che, in campo sanitario, sono addirittura le Asl a interrogare preliminarmente il centro.

D’altra parte, i dati sulle performance riassunti da Bruxelles riguardano i soli casi risolti: mentre non vengono considerati quelli appianati “in anticipo”, rifiutati o reindirizzati ad altri organismi competenti (come il mediatore europeo o il servizio di consulenza giuridica della Commissione Ue). E Solvit Italia – sottolinea il report 2016 – ha mantenuto contatti regolari con i centri d’informazione locale «Europe direct», i servizi di consulenza «La tua Europa» e i centri europei dei consumatori.

Resta però il nodo dei numeri assoluti, che restano ancora bassi soprattutto sul fronte delle imprese. Le aziende, insomma, usano ancora poco il servizio come strumento alternativo di risoluzione delle controversie (una costante generale, evidenzia la Commissione). La rete – ammettono dal Solvit Italia – è ancora scarsamente conosciuta: il dipartimento sta perciò organizzando la promozione di una serie di eventi, in collaborazione con altri organismi, tra cui l’«Enterprise Europe network». Ed entro fine anno – assicurano – ci sarà un importante appuntamento per sensibilizzare lo strumento Solvit.

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