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Giappone: Abe vince le elezioni, riforme costituzionali più vicine

ALLA CAMERA BASSA

Giappone: Abe vince le elezioni, riforme costituzionali più vicine

TOKYO - E' stata la giornata dell'arrivo del violento tifone Lan, il 21esimo della stagione, che ha provocato alcuni morti e scoraggiato gli elettori (piu' o meno, solo uno su due ha votato). Ma non c'e' stato alcun tifone nella politica giapponese: dalle elezioni anticipate per la Camera Bassa, il primo ministro Shinzo Abe esce politicamente rafforzato, dopo che la coalizione che lo sostiene formata dal partito Liberaldemocratico e dall'alleato Komeito – secondo i risultati provvisori - ha mantenuto una grande maggioranza parlamentare vicina ai due terzi dei 465 seggi in palio (dieci in meno delle elezioni precedenti).

Esce sonoramente sconfitta una opposizione composta di due schieramenti del tutto nuovi, il Partito della Speranza fondato dalla governatrice di Tokyo Yuriko Koike e il partito Costituzionale Democratico orientato a sinistra.
Le minacce nordcoreane e gli ultimi dati positivi sull'economia sembrano aver favorito il premier, che ha personalmente insistito sulla necessita' di ottenere un nuovo mandato forte per proseguire sia su una linea dura verso Pyongyang sia sulle linee della sua Abenomics. da ultimo venata di un po' di populismo con la promessa di maggiori spese per il welfare. I dati definitivi arriveranno domani con un ritardo maggiore del solito, in quanto in molte aree il tifone ha provocato un rinvio delle operazioni di spoglio

La Koike, considerata la principale sfidante, non era scesa in campo personalmente per un seggio e gia' oggi era a Parigi per un congresso delle metropoli del mondo. Lo slancio iniziale del Partito della Speranza si e' esaurito presto: secondo le prime indicazioni, sara' superato dal Partito Democratico Costituzionale come primo schieramento di opposizione. “Mi scuso per aver causato disagio agli elettori con parole e decisioni durante la campagna elettorale”, ha detto Koike da Parigi, riconoscendo i suoi numerosi errori di tattica politica. Ma che il vento fosse contrario lo dimostrano alcuni risultati poco scontati. Ad esempio, e' stata rieletta la controversa ex ministra della Difesa Tomomi Inada (considerata molto “di destra”), che a luglio aveva dovuto dimettersi per uno scandalo. Ne' i due scandali che avevano toccato il premier provocandone un netto calo di popolarita' in estate sembrano aver inciso piu' di tanto, cosi' come il primo voto per i diciottenni e diciannovenni (per lo piu' allergici alla politica e tendenzialmente conservatori). Sono dati in forte calo, infine, i seggi del Partito Comunista, che in precedenza ne aveva 21.

Dal mondo economico sono gia' giunte felicitazioni ad Abe per la vittoria. Il presidente della Keidanren (la Confindustria giapponese) Sadayuki Sakakibara, ha dichiarato che l'esito del voto “aiutera' una stabilita' nell'azione di governo”.

A questo punto Abe puo' sperare di diventare il premier di piu' lunga durata dell'intero dopoguerra e di realizzare il suo sogno di cambiare la Costituzione ultrapacifista prolungata sotto l'occupazione americana. Lo schieramento favorevole a riforme costituzionale esce rafforzato (anche il Partito della Speranza e' favorevole), ma il processo di revisione restera' non agevole, anche perche' le modifiche richiederanno un referendum popolare.
Il nuovo governo nascera' nel giro di pochi giorni: sara' dunque Abe a incontrare di nuovo Donald Trump ai primi di novembre, questa volta a Tokyo nella prima tappa asiatica del presidente americano In cima all'agenda, il problema del problemi che si chiama Corea del Nord.

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