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Giappone alle elezioni anticipate sotto il tifone Lan, Abe favorito

ELEZIONI ANTICIPATE

Giappone alle elezioni anticipate sotto il tifone Lan, Abe favorito

(Afp)
(Afp)

TOKYO – “Occorre una diplomazia forte per proteggere il Giappone!”. Nell'ultimo comizio in cima al camioncino bianco della candidata distrettuale del suo partito, il premier giapponese Shinzo Abe invoca le minacce nordcoreane come un ottimo motivo per votarlo nelle elezioni anticipate che si tengono oggi sotto una pioggia battente portata da 21esimo tifone stagionale. Il pubblico convenuto nello piazza della stazione di Akihabara agita le bandiere con il disco rosso e si scalda, ben preparato dai precedenti sarcasmi del miglior compare del premier, il suo vice Taro Aso, contro la governatrice di Tokyo Yuriko Koike “che se ne e' gia' andata a Parigi!” (al congresso mondiale delle grandi citta', CityLab Paris).

Dopo aver fondato il Partito della Speranza in funzione anti-Abe e anti-Aso, in effetti, Koike ha mostrato di rinviare la sua ambizione di diventare la prima premier donna del Giappone, in quanto non e' scesa in campo per un posto alla Dieta: cosi' il suo nuovo partito non ha nemmeno un premier da proporre e piu' che altro ha finito per dividere ancora una volta l'opposizione ad Abe (attirando l'ala destra del Partito Democratico, mentre quella sinistra se ne e' andata a fondare un altro nuovo schieramento, il Partito Democratico Costituzionale).

Tra il pubblico della piazza, non manca chi fa contestazione, da sinistra ma anche da destra. Qualche decina di dimostranti dice ad Abe: “vattene!”, inalberando cartelli che richiamano lo scandalo di favoritismo al Moritomo Gakuen, una controversa istituzionale scolastica che voleva aprire un asilo con criteri educativi ultranazionalisti (il suo presidente e' in galera, ma a luglio era comparso nella stessa piazza agitando banconote da 10mila yen e gridando di voler restituire il finanziamento ottenuto dalla moglie di Abe). Ma ci sono anche esponenti di ultradestra che alzano cartelli con slogan tremendi contro l'Asahi Shimbun, il quotidiano liberal reo di non aver mollato su uno scandalo su cui in generale e' calata la sordina. “L'Asahi Shimbun e' il cancro del Paese”, dice uno di loro, sostenendo che Abe in realta' non gli piace molto perche' sarebbe un debole, anche con gli americani: pura ideologia da “uyoku”, l'estrema destra nazionalista.

Anche Kim aiuta Abe a vincere le elezioni

Al dunque, l'incognita maggiore sulle elezioni per la Camera Bassa sembra quella del maxitifone Lan in arrivo, che potrebbe ridurre ulteriormente l'affluenza dei votanti. Tutti i sondaggi segnalano che Abe non andra' incontro a un infortunio alla Theresa May: la sua scommessa volontaria sulle urne anticipate non dovrebbe ridurre piu' di tanto la maggioranza parlamentare di due terzi su cui poggia, che anzi dovrebbe essere sostanzialmente confermata. Se a fine settembre un esito a lui negativo pareva nell'aria, il vento e' rapidamente cambiato, agevolato dagli errori di tattica politica della Koike. Cosi' il premier ha avuto campo libero nel riattirare consensi in due modi. Da un lato, ha dipinto un quadro fin troppo allarmistico della situazione della sicurezza, parlando addirittura di “crisi nazionale” in relazione ai missili e ai test atomici di Pyongyang.

Dall'altro, ha invece sottolineato in modo fin troppo roseo la situazione di una economia reduce da sei trimestri consecutivi di crescita, con una disoccupazione ai minimi e un export in ripresa. Il mondo finanziario gli tira la volata con 14 sedute consecutive di crescita della Borsa (un record), fiducioso che, con la sua conferma, come minimo la politica monetaria ultraespansiva della banca centrale – che gonfia gli asset finanziari e immobiliari- continuera' anche se Fed e Bce pigieranno sul freno. Mentre durante i tre anni di governo del centrosinistra (2010-2012) c'era una gran cagnara sull'insostenibilita' del debito pubblico, ora Abe l'ha sfangata anche se in questa campagna elettorale ha rinunciato formalmente al raggiungimento del pareggio del bilancio primario dello stato a fine 2020: ha infatti dichiarato che circa la meta' del futuro rialzo dell'Iva (da lui gia' rinviato due volte) andra' a finanziare nuove iniziative di welfare anziche' alla riduzione del debito. Sordina mediatica agli scandali e a politiche impopolari (come la riattivazione di centrali nucleari), congiunta a una magnificazione dei risultati raggiunti e dei pericoli correnti, tra un probabile calo della percentuale dei votanti (complice la pioggia) e un effetto nullo del primo voto a diciottenni allergici alla politica: Abe puo' puntare a un risultato pieno che potrebbe consentirgli di strappare, nell'ottobre 2018, un terzo mandato alla guida del partito, con il quale diventerebbe il premier delle Olimpiadi e delle riforme costituzionali.

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