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Il B-52 dalla Guerra Fredda a Kim: un bombardiere per tutte le stagioni

In volo da 66 anni

Il B-52 dalla Guerra Fredda a Kim: un bombardiere per tutte le stagioni

Per gli amici è molto semplicemente Buff. Termine che, su un dizionario di inglese, sta per «pelle di bufalo» ma nella parlata dell’aviazione a stelle e strisce è soprattutto acronimo di Big, Ugly, Fat Fellow, ossia «Tizio grande, brutto e grasso». Ha 66 anni di età e addirittura 55 di onorato (per quanto non sempre onorevole) servizio, ma di andare in pensione proprio non ne vuole sapere. O meglio: in pensione non ce lo mandano perché uno come lui è difficilmente sostituibile. Stiamo parlando del B-52, il bombardiere americano per eccellenza, il più longevo e fortunato (almeno dal punto di vista del mercato, di certo non da quello delle missioni) di tutti i tempi.

Con gli ultimi sviluppi della crisi tra Usa e Corea del Nord, il presidente Donald Trump li ha «messi in allerta» inviando in questo modo un messaggio ancora più netto al «Rocket Man» Kim Jong-un. Una specie d’effetto déjà vu, se consideriamo che il primo volo di questa fortezza volante (48,5 metri di lunghezza, 56,4 di apertura alare e peso a vuoto di 88.500 chilogrammi) risale all’aprile del 1952, mentre gli Stati Uniti erano alle prese con la Guerra di Corea.

Tuttavia, il Nostro non fece in tempo a prendervi parte dal momento che divenne pienamente operativo due anni dopo la fine delle ostilità: la prima consegna da parte di Boeing alla United States Air Force è datata infatti 1955. Da allora il B-52 è stato il protagonista assoluto delle missioni aeree durante la Guerra Fredda, con il debutto datato 1965 in occasione della guerra in Vietnam. Sganciava bombe al Napalm, ma prometteva la bomba con la «b» maiuscola, quella nucleare, per fortuna rimasta in stiva. Quant’è vero che un grande (e bellicoso) regista nonché altreattanto grande intellettuale (pacifista) come Stanley Kubrick gli diede un ruolo decisivo ne Il dottor Stranamore. Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba. Poi lo abbiamo rivisto in tempi più recenti nelle due Guerre del Golfo, in Kosovo e in Afghanistan. Qualche volta gli è andata storta (diversi gli incidenti che lo hanno coinvolto, alcuni con testate nucleari a bordo), qualche altra ha lavorato a supporto delle missioni spaziali della Nasa, di fatto è entrato nell’immaginario collettivo dalla porta principale. Dando persino il nome a una band, The B-52s, progetto new-wave di Athens Georgia che in Italia ricordiamo soprattutto per due motivi: il duetto della cantante Kate Pierson con i concittadini R.E.M. in Shiny Happy People e la hit Love Shack che fece da colonna sonora a un celebre spot televisivo. Un pezzo che è una bomba.

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