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Arabia Saudita, agli arresti il finanziere Alwaleed e decine tra principi e…

retata in arabia saudita

Arabia Saudita, agli arresti il finanziere Alwaleed e decine tra principi e ministri

Il principe saudita al-Waleed (Afp)
Il principe saudita al-Waleed (Afp)

NEW YORK - L'Arabia Saudita ha fatto scattare a sorpresa nel fine settimana una drammatica retata di principi, ministri e ex ministri che ha consolidato forse una volta per tutte il potere nelle mani del giovane e controverso principe ereditario Mohammed bin Salman. Ma la drastica mossa - scattata nel giro di poche ore dalla nomina di una speciale commissione anti-corruzione con ampi poteri di arresto guidata proprio dal nuovo uomo forte di Riad - ha lasciato sotto shock la comunità di business e finanziaria internazionale, da Wall Street all'Europa, perché nelle rete è caduto anche Alwaleed bin Talal. Vale a dire uno degli uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio di 32 miliardi di dollari, e leggendario e multimiliardario investitore in grandi società quotate sui mercati occidentali, da Citigroup a Twitter, da Apple a News Corp e a Lyft.

La sua fama è tale da esser stato soprannominato il Warren Buffett del Medio Oriente. Concede regolari interviste ai media occidentali su temi finanziari all'ordine del giorno, fino alle cripto-valute sulle quali è scettico. Soprattutto ha discusso e discute di business e progetti con i maggiori protagonisti globali, da Rupert Murdoch a Lloyd Blankfein e Vikram Pandit. Il suo ruolo e la sua influenza non possono essere sottovalutati: aveva sostenuto lo scorporo dell'impero di Murdoch tra News Corp e 21st Century Fox e spinto per un repulisti dopo le scandalo delle intercettazioni illegali che aveva scosso i tabloid del gruppo. Aveva soccorso Citigroup durante la grave crisi finanziaria del 2008 offrendo un cruciale voto di fiducia al Ceo Pandit allora sotto assedio.

La sua Kingdom Holding, che controlla anche numerose reti Tv nel mondo arabo, ha una posizione di primo piano sulle piazze globali e i suoi interessi di alto profilo spaziano dallo storico albergo George V a Parigi al Savoy a Londra e al Plaza a New York. È da tempo anche impegnato nei progetti di sviluppo a fini aziendali del Canary Wharf nella capitale britannica.

Dati gli stretti legami con la finanza globale, il terremoto saudita secondo gli analisti potrebbe adesso generare scetticismo all'estero sul futuro del Paese e dei suoi progetti economici. Questo mentre ad esempio Riad sta considerando di quotate il colosso petrolifero nazionale Aramco e ieri il Presidente statunitense l'ha invitata a uno sbarco proprio a Wall Street. Alwaleed era tuttavia un duro critico di Trump, che invece appare assai vicino al nuovo potente saudita.

La retata poliziesca a Riad ha visto sabato sera l'arresto in tutto di undici principi, quattro ministri e decine di ex ministri secondo la tv ufficiale. Il principe ereditario, che ha soli 32 anni ed è il figlio di re Salman e suo principale consigliere, dai suoi fautori viene visto come l'artefice di una necessaria transizione e modernizzazione del Paese, che di recente ha concesso alle donne la possibilità di guidare (Al Waleed, una sorta di eretico nella vasta famiglia reale, era però da sempre a favore della patente alle donne). I critici lo accusano di avere anzitutto sete di potere.

Di sicuro ha rapidamente assunto nell'ultimo periodo con le maniere forti e sbaragliando l'intera dinastia saudita il controllo su forze armate, politica estera e ora economia di Riad. Ieri, per realizzare l'ultimo colpo, ha chiuso l'aeroporto a voli privati onde evitare fughe degli avversari e ha sequestrato l'albergo Ritz Carlton a Riad, probabilmente per utilizzarlo come uno speciale “carcere reale”.

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