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Auto contro studenti in Francia. In manette Abdellah B. «Atto…

ferite tre ragazze

Auto contro studenti in Francia. In manette Abdellah B. «Atto deliberato, non è terrorismo»

  • – di Redazione online
Il procuratore Pierre Yves Couilleau intervistato dopo l’aggressione (Epa)
Il procuratore Pierre Yves Couilleau intervistato dopo l’aggressione (Epa)

Strage sfiorata in Francia. Un individuo si è lanciato con la sua auto contro un gruppo di giovani nei pressi del campus di un istituto commerciale di Blagnac, vicino a Tolosa ( dove il “killer in scooter” Mohamed Merah aprì nel 2012 la stagione delle stragi jihadiste): sono rimaste ferite tre ragazze, una francese e due cinesi. Intorno alle ore 16, precisa Bfm-Tv, un’auto si è scagliata contro un gruppo di persone davanti all’istituto Saint-Exupéry, nel dipartimento di Haute-Garonne. Il conducente dell’auto è stato fermato e ha detto di aver agito deliberatamente. Secondo le prime informazioni l’uomo non era schedato con la lettera «S», che in Francia indica gli individui a rischio radicalizzazione.

La polizia lo ha potuto fermare senza particolari difficoltà. Del caso si occupa la polizia giudiziaria di Tolosa. È trapelato che si tratta di un uomo di 28 anni, Abdellah B., già noto agli investgatori, che ha detto di aver «ricevuto ordini». Tra le vittime, quella che ha riportato lesioni maggiori è una ragazza di 23 anni che non sarebbe comunque in pericolo di vita. Gli altri due feriti, meno gravi, sono un ragazzo di 23 anni e una ragazza di 22. Tutti e tre sono stati trasportati all’ospedale Purpan a Tolosa.

Nelle indagini «si privilegia la pista del profilo psichiatrico» (sarebbe affetto da schizofrenia) del colpevole, ha subito dichiarato il procuratore di Tolosa, Pierre-Yves Coilleau, lasciando intendere che si indaga per l’atto di uno squilibrato e non per terrorismo. L’uomo, ha detto Coilleau, «era noto alla giustizia, era stato condannato una decina di volte (soprattutto per traffico di stupefacenti, ndr) e gli era stato imposto un percorso, con obbligo di cura, che rispettava». certo, all’agente che lo ha arrestato, ha detto di aver maturato la sua azione «da circa un mese». Quindi, non si può escludere del tutto che quanto meno abbia potuto subire una qualche influenza esterna di personaggi nell’ombra che lo avrebbero manipolato e spinto ad agire.

Dal suo giro di visite nel Golfo il presidente Emmanuel Macron ha annunciato l'imminente «vittoria» nella guerra contro l'Isis, mentre il procuratore antiterrorismo François Molins è stato molto più prudente nel fare il bilancio delle indagini ancora in corso sugli attacchi del 13 novembre 2015 a Parigi. «Restano molte zone d'ombra», ha ammesso Molins.

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