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Draghi: «Sbaglia chi pensa che gli interventi per l’Africa sono…

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Draghi: «Sbaglia chi pensa che gli interventi per l’Africa sono dannosi»

«Sono testimonianze che mi hanno colpito, perché sono dirette. La forza di queste esperienze (del Cuamm in Africa, ndr) ci dicono che la vocazione della natura umana è quella di fare del bene. Ci sono paesi dove metà della popolazione vive con due dollari al giorno e ha una speranza di vita a 50 anni contro gli 83 anni dell’Europa. Ho rappresentato l'Italia alla Banca mondiale negli anni 80 quando c'è stato lo sviluppo massimo per una politica di aiuti. Dopo, anche a causa di sprechi e programmi falliti, l'impegno è diminuito. L'abisso sembra che rimanga incolmabile. Per alcuni economisti gli aiuti all'Africa sono dannosi, ma invece hanno torto», ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, all’annuale meeting di “Medici con l’Africa Cuamm” che si è aperto al Teatro della Luna di Assago, alle porte di Milano, dove si è parlato del bilancio del primo anno di attività del programma “Prima le mamme e i bambini” alla presenza del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, l'arcivescovo del capoluogo lombardo Mario Delpini, il premier Paolo Gentiloni e l'ex premier Romano Prodi.

«Mi piace citare a memoria Don Dante Carraro che dice: “Bene i programmi di sviluppo, il processo è complesso ma alla fine quello che fa la differenza è la forza delle nostre convinzione per cambiare delle cose. La forza delle cose nelle quali crediamo cambia la realtà, eccome se la cambia », ha concluso Draghi dal palco del teatro di Assago gremito in ogni ordine e grado e la conduzione del gionalista Piero Badaloni.

Poi ha preso la parola il premier Paolo Gentiloni che l’anno scorso aveva partecipato al medesimo evento come ministero degli Esteri. «Il rapporto con l’Africa è sempre stato un rapporto complicato. L'esempio che voi date fa bene all'Italia. La mia generazione ha vissuto tre periodi: il primo durante il quale l'Africa era un continente perduto, poi c’è stata la fase della ripresa, quindi l’attualità: dobbiamo vivere l'onta di vivere che quelle speranze sono in bilico. Ieri ho visto il presidente della Sierra Leone che è precipitata in un baratro a causa al crollo delle materie prime e della diffusione dell’ebola. L’Africa è in bilico. C’è la può fare ma molto dipende da noi e dall’Europa», ha detto il premier Paolo Gentiloni.

«Le persone malnutrite stanno ricominciando a salire. L'Italia è l'unica in Europa ad avere una politica decente sui temi migratori decente, noi siamo orgogliosi e non alziamo muri», ha proseguito Gentiloni.

«Questo è un momento importante per la solidarietà e la politica deve fare sempre di più in questo campo», ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala. «Il mondo viene tenuto in piedi dai gesti minimi dove il bene avanza e le persone decidono di fare il bene quotidiano», ha affermato dal palco l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini . «Se noi non facciamo un piano in cui la Cina e l’Europa siano insieme continueremo a separare l’Africa», ha concluso l’ex premier e presidente della commissione europea, Romano Prodi che ha avuto in passato incarichi di rappresentanza per l’Africa in ambito Onu.

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