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Brexit, Londra risponde picche a Barnier. Ue pronta a un piano di addio…

stallo dei negoziati

Brexit, Londra risponde picche a Barnier. Ue pronta a un piano di addio «senza accordo»

Il ministro per la Brexit, David Davis, e sullo sfondo il capo negoziatore Ue Michel Barnier
Il ministro per la Brexit, David Davis, e sullo sfondo il capo negoziatore Ue Michel Barnier

Se i negoziati per l’addio del Regno Unito all’Ue fossero un tavolo da poker l’unico giocatore che rimane sempre seduto al suo posto è David Davis, ministro per la Brexit. La premier Theresa May, è costretta sovente ad alzarsi per tenere a bada un partito sempre più sfilacciato e un governo sempre più indebolito da scandali sessuali, incontri segreti, finanziatori discussi, investimenti offshore della Royal family.

Il ministro Davis, negoziatore capo a Bruxelles, continua invece a fare sempre lo stesso gioco: e oggi dice che la Gran Bretagna non fornirà nessuna cifra né formula dell’accordo economico sul divorzio dall’Ue. Fa il duro che nulla concede «In ogni negoziato - dice in tv - ciascuna parte cerca di controllare il tempo, la vera data di scadenza adesso è dicembre». Ovvero il vertice del 14 e 15 dicembre a Bruxelles, quando Londra spera che l’Unione lanci una nuova fase dei negoziati. Ma questa speranza è una fuga in avanti oltre che un bluff, come se Davis avesse in mano buone carte. Che in sostanza sono le stesse della sua compagna di partita e premier May, «nessun accordo finanziario se non si capisce prima il tipo di rapporto avrà in futuro con Bruxelles».

Questa è la partita britannica ed è rischiosa. Perché i negoziati sono a un punto morto, i progressi sono quasi nulli, il rischio è non poter rispettare la scadenza di dicembre quindi entrare nella fase dei negoziati in cui definire le future relazioni commerciali - passaggio cruciale per le aziende, in particolare quelle che devono prendere decisioni su futuri investimenti. Il ministro Davis in tv assicura che «sta controllando il tempo» ma un altro giocatore vuole a questo punto vedere fino a che punto bluffa.

L’altro giocatore è il capo negoziatore Ue, Michel Barnier e oggi, nell’intervista al francese Journal du Dimanche, dice che non concederà tempo a Londra anzi non le darà tregua. Due giorni fa Barnier dava al Regno Unito due settimane per dare una cifra, per dire quanti soldi è disposto a sborsare per divorziare dalla Ue. Oggi Davis risponde a distanza che non fornirà nessuna cifra né formula.

Barnier probabilmente consapevole che i britannici non si muoveranno di un passo afferma oggi che l’Ue sta preparando dei piani da attuare in caso di fallimento dei negoziati e di un'uscita del Regno dalla Ue senza accordo.

Al di là dell’esasperante tatticismo delle due parti, non si può non notare che all’inizio di questa lunga storia era May a sbandierare «meglio nessun accordo che un cattivo accordo». Adesso è il francese Barnier a minacciare «per il momento, non ci siamo», e a brandire l’opzione «nessun accordo» come «una possibilità» per la quale ci dobbiamo preparare per tempo. E questo non è un buon affare per Londra.

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