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Investire in Corea: “L’economia continua a girare”

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Investire in Corea: “L’economia continua a girare”

SEUL – Gli investimenti stranieri diretti (FDI) in Corea del Sud stanno tenendo bene le posizioni: nei primi nove mesi di quest'anno gli FDI concretamente realizzati sono aumentati del 9,1% a 8 miliardi di dollari (mentre quelli di nuova stipulazione sono scesi del 9,7% a 13,59 miliardi di dollari). Appare a portata di mano la cifra di 10,6 miliardi di dollari del totale 2016, che fu il secondo anno consecutivo sopra quota 10 miliardi di dollari.

Un dato che appare ragguardevole, in quanto ci sono stati intensi venti contrari legati alle tensioni geopolitiche: non solo e non tanto a causa delle intensificate minacce da parte della Corea del Nord con relative controminacce americane, ma in relazione al semi-boicottaggio economico cinese scattato dopo che Seul ha accettato l'introduzione del sistema antimissilistico americano. THAAD. A fine ottobre, comunque, a sorpresa è stato annunciato un riavvicinamento tra i due Paesi, che dovrebbero portare a un rilancio del turismo cinese e a una normalizzazione del business per alcune aziende che erano state particolarmente penalizzate (a partire dal gruppo Lotte, preso di mira in quanto era suo il terreno su cui e' stato installato il THAAD).

Investire in Corea: «L'economia continua a girare»

INVEST KOREA WEEK. Un messaggio di ottimismo è arrivato da Invest Korea 2017, manifestazione organizzata dalla KOTRA durante la quale il ministro dell'Economia, Commercio e Industria Park Un-kyu ha sottolineato che la nuova Amministrazione del presidente Moon Jae-in intende migliorare il contesto di business per le “foreign-invested enterprises” in modo che “crescano come partner dell'economia coreana”. Una priorità per Moon è quella di sostenere le piccole e medie imprese, nel quadro di una strategia che intende favorire una evoluzione della struttura economica del Paese: da “export-driven” sotto la guida dai grandi chaebol a una economia più diffusa e inclusiva (“income-driven” e “job-driven”). Se questo comporta qualche misura non apprezzata dal mondo imprenditoriale (come l'aumento del salario minimo), per altri versi si tratta di uan strategia che dovrebbe favorire le collaborazioni con altri sistema-Paese, come l'Italia, basati sulle Pmi.

Gli italiani presenti a Invest Korea Week hanno apprezzato il chiaro orientamento pratico della “Settimana degli Investitori Stranieri”: non solo un ampio Forum incentrato quest'anno sul grande tema dei cambiamenti portati dalla rivoluzione “Industria 4.0” e sui suoi riflessi sul mondo del lavoro, ma anche un evento concentrato sugli incontri “business-to-business” con potenziali partner coreani. “ Noi produciamo macchine utensili per la lavorazione del tubo metallico. In primo luogo vorremmo vendere su questo mercato i nostri prodotti - dice Giovanni Zacco di BLM Group di Cantù – Siamo cercando di creare qui un centro di assistenza. Il mercato è molto interessante, tecnologicamente avanzato: probabilmente tra i mercati asiatici il più simile a quelli europei”. “Mi interessa molto esplorare questo mercato, che in parte conosciamo già dopo la partecipazione alla missione trentina dell'anno scorso - afferma Anna Zotta della Effegilab di Lavis (Trento) – Noi produciamo cosmetici naturali e trattamenti cosmetici. Stiamo cercando una partnership per entrare nel mondo del retail e delle spa in Corea”.

“SUPERARE I TIMORI”. È un fatto che ci siano imprenditori italiani che hanno tirato il freno, evitando di effettuare investimenti o anche di partecipare a fiere specializzate a causa dei timori sulla situazione geopolitica. “Abbiamo dovuto cancellare per scarsità di adesioni un workshop sulla cosmetica previsto ai primi di dicembre - afferma Paola Bellusci, direttrice dell'Ice a Seul – Nel settore alimentare abbiamo una grande fiera a maggio: alcune aziende hanno detto che non intendono partecipano almeno finchè la situazione non appaia loro meno minacciosa. Qui, però, tutto è ‘business as usual”.


“Mi sento di continuare a raccomandare alle aziende italiane di prendere in considerazione questo mercato – afferma l'ambasciatore italiano Marco della Seta – I dati economici sono incoraggianti: l'ultimo trimestre ha confermato un tasso di crescita annuale intorno al 3%, la Borsa coglie nuovi record, l'export aumenta intorno al 6%. Le opportunita' da cogliere ci sono. Inoltre la recente visita del presidente Donald Trump ha confermato la fermezza e determinazione americana nei confronti della Corea del Nord, ma anche l'apertura a una possibilita' di dialogo e l'esclusione dell'opzione militare come prima iniziativa americana”. Trump, tra l'altro, ha anche augurato ogni bene per le Olimpiadi invernali che si terranno a PyeongChan il prossimo febbraio: non proprio una indicazione di volonta' di fare la guerra.
UN GRANDE INVESTIMENTO. Il 23 novembre ci sarà la cerimonia ufficiale di inaugurazione di un grande investimento italiano: Versalis (gruppo Eni) dà il via allo stabilimento in joint venture con Lotte Chemical per la produzione di componenti per il settore gomma. Nel settore abbigliamento-accessori, poi, si profila una grande promozione del Made in Italy nel 2018 grazie a un accordo con il grande centro commerciale Galleria, il cui presidente Hwang Yongdeung ha incontrato il viceministro allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto durante la sua recente vita a Seul. Nei colloqui politici ai ministeri del Commercio e degli Esteri, Scalfarotto ha evidenziato la possibilità di valorizzare progetti congiunti in Paesi terzi. A questo proposito, a fine ottobre è stato firmato un memorandum di intesa tra l'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) e l'international Contractors Association of Korea (ICAK) sulla collaborazione tra imprese di costruzioni italiane e sudcoreane in Paesi terzi, già espressa negli ultimi tempi in grandi progetti nei settori delle infrastrutture e dell'Oil & Gas. La vita continua e l'economia continua a girare, insomma. Nonostante i programmi militari nordcoreani.

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