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Argentina, sette tentativi di chiamata dal sottomarino scomparso…

IL GIALLO

Argentina, sette tentativi di chiamata dal sottomarino scomparso nell’oceano

Sette tentativi di chiamate satellitari provenienti dal sottomarino argentino disperso nell'Atlantico sono state registrate tra le 10 del mattino di sabato e le 3 del pomeriggio. Lo rendono noto i media locali citando il Ministero della Difesa argentino. Al momento si sta lavorando per cercare di utilizzare i segnali per determinare la posizione del sottomarino disperso al largo della Patagonia.

Da più di due giorni la Marina argentina ha perso i contatti con il sottomarino nell'Atlantico meridionale. L'equipaggio a bordo del mezzo, chiamato Ara San Juan, è composto da 44 persone. Unità militari sono state inviate verso la zona da dove sono partiti gli ultimi messaggi. Il sottomarino si trovava mercoledì a sud dell’Argentina a 432 chilometri a sud della costa della Patagonia quando ha lanciato l’ultimo segnale. Nella notte di venerdì è stato dichiarato lo «stato di ricerca e salvataggio» dopo che si sono persi i contatti visuali o via radar con il mezzo. L’opera di rilevamento è stata difficile «nonostante la quantità di navi e aereo coinvolti nella ricerca» ha detto alle agenzie internazionali Enrique Balbi, un portavoce della Marina argentina.

La causa: forse un blackout
La Marina ipotizza che il sottomarino, diretto a Mar del Plata (Buenos Aires), abbia riscontrato problemi di comunicazione a causa di un blackout. Il protocollo del caso prevederebbe però che il mezzo risalisse in superficie in caso di interruzione dei contatti. «Ci aspettiamo che sia in superficie» ha detto Balbi. Il mezzo navale, che si muove con un sistema di propulsione elettrica integrata a diesel, è stato inaugurato nel 1983 ed è il terzo sottomarino più recente nella flotta della Marina. Il presidente argentino Mauricio Macri ha dichiarato di essere in contatto con i famigliari della ciurma. «Condiviamo la loro preoccupazione, e quella di tutti gli argentini» ha scritto su Twitter. Macri ha aggiunto che il governo sta «usando tutte le risorse nazionali e internazionali per ritrovare l’Ara San Juan al più presto possibile».

Il sostegno della Nasa
La Nasa, l’agenzia spaziale americana, ha offerto al Governo argentino un aereo P-3 per sorvolare l’area dove si stanno concentrando le ricerche. Un altro velivolo dell’aeronautica argentina, un Hercules C-130, sta monitorando la zona. Brasile, Uruguay, Cile, Perù, Gran Bretagna e Sud Africa hanno formalmente offerto assistenza.

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