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Dossier Ema ed Eba alla roulette del voto segreto

    Dossier | N. 14 articoliLa scelta per la sede dell'agenzia Ema

    Ema ed Eba alla roulette del voto segreto

    Da sinistra, la sede dell'Agenzia europea del farmaco (EMA) e la sede l'Autorità bancaria europea (EBA)
    Da sinistra, la sede dell'Agenzia europea del farmaco (EMA) e la sede l'Autorità bancaria europea (EBA)

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
    BRUXELLES – Per la prima volta i paesi dell'Unione decideranno lunedì con voto segreto le sedi di due agenzie comunitarie chiamate a traslocare da Londra per via della decisione del Regno Unito di lasciare la costruzione europea. In passato, la scelta sarebbe avvenuta dietro le quinte. L'esito dello scrutinio rimane incertissimo. Come al Palio di Siena, il risultato non dipenderà solo dalla bravura del fantino e dalla destrezza del cavallo, ma anche da una miriade di accordi segreti e incontrollabili.

    Ricapitolando, la partita riguarda l'Agenzia europea del farmaco (EMA) per la quale si sono candidate 19 città, tra cui Milano; e l'Autorità bancaria europea (EBA), in lizza per la quale vi sono otto città, tra cui Francoforte. «Abbiamo deciso all'inizio dell'anno che la scelta sarebbe avvenuta rapidamente e in modo trasparente, anche per dimostrare l'unità dei Ventisette dinanzi alla scelta inglese di lasciare l'Unione – spiega un alto responsabile europeo –, e così sarà».

    Sistema di voto molto complesso
    Il problema è che il sistema di voto è complesso; e rende l'esito della votazione particolarmente incerto, in particolare per l'EMA. Al primo turno, ogni governo ha sei voti a disposizione: tre voti per la sede preferita, due per la seconda scelta e uno per la terza scelta. Se una città candidata riceve tre punti da 14 stati membri, viene automaticamente selezionata. In caso contrario, passano al turno successivo le tre offerte più votate (o più di tre, se ci sono parità di punteggi).
    Al secondo turno, ogni governo ha un voto. Se un'offerta riceve 14 o più voti viene scelta. Se nessuno ottiene 14 voti, passano al ballottaggio le due più votate (o più in caso di pareggio). Al terzo turno, ogni paese ha un voto. Vince chi ottiene più suffragi. In caso di pareggio, ci sarà un sorteggio effettuato dalla presidenza estone dell'Unione. Domani, la prima votazione riguarderà l'EMA, poi i ministri voteranno per l'EBA. Il governo italiano ha buone speranze che Milano passi almeno al secondo turno.

    Accordi sottobanco
    Il paese, che ha fatto di questa vicenda una questione di orgoglio nazionale, punta su un dossier solido, una città moderna, e una diplomazia che in questi frangenti può avere una efficacia temibile; ma come detto il risultato è incerto per almeno tre motivi. Il primo è che tutti i paesi candidati hanno stretto accordi sottobanco, come al Palio di Siena quando i fantini prima della partenza tentano di accordarsi nel vocio assordante della folla. Accordi difficili da conoscere e non sempre rispettati.

    «La verità è che nessuno ha una visione complessiva delle tante intese bilaterali che si sono strette in queste settimane», nota un diplomatico. Il secondo motivo per cui l'esito del voto è difficile da prevedere è tecnico. Il sistema di votazione è complicato. Potrebbe indurre i paesi a utilizzare al primo turno il secondo e il terzo voto per sostenere città che non ritengono competitive o concorrenti. Così facendo, potrebbero a sorpresa consentire a sedi non favorite di passare al secondo turno.

    IL DOSSIER EMA DEL SOLE 24 ORE

    Tutti contro tutti?
    Il terzo motivo per cui il risultato è imprevedibile è l'assenza di voti raggruppati. Neppure la candidatura di Bratislava per ottenere l'EMA appare appoggiata in blocco dai paesi dell'Est. «Possiamo immaginare che i governi voteranno a favore del loro vicino, per assonanze culturali, ma la verità è che sono tutti in concorrenza l'uno contro l'altro», osserva un esponente comunitario. I governi hanno tenuto coperte le loro carte. Decisioni cruciali verranno prese tra il primo e il secondo turno.

    La Commissione europea non ha voluto stilare una classifica delle varie candidature, quando invece indicazioni tecniche sarebbero potute essere utili. Chi lo volesse potrebbe sostenere che dopotutto Milano o altre sue concorrenti dell'Ovest non siano la scelta migliore per l'EMA, ma installare a Sofia o La Valletta una agenzia impegnata nella valutazione di sofisticati farmaci non rischia forse di rivelarsi una scelta poco lungimirante, alla luce di come il settore farmaceutico sia innovativo e internazionale?


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