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Zimbabwe, Mugabe parla in tv ma non si dimette

IL GOLPE

Zimbabwe, Mugabe parla in tv ma non si dimette

L’esultanza del leader dei veterani dell’esercito per la destituzione di Mugabe (Afp)
L’esultanza del leader dei veterani dell’esercito per la destituzione di Mugabe (Afp)

Il presidente dello Zimbabwe Robert Mubage in un discorso alla nazione non ha annunciato le sue dimissioni, come invece si prevedeva. Sarebbe stata la fine di un’era: Robert Mugabe avrebbe ceduto il passo dopo 37 anni per il golpe dell’esercito che si è rivoltato contro i suoi tentativi di mantenere il potere attraverso la nomina della moglie Grace. Invece, in tv Mugabe si è rivolto alla nazione per una ventina di minuti e alla fine, contrariamente a quanto tutti si attendevano, ha detto: «Grazie a tutti e buonanotte». Il presidente dell'associazione dei veterani di guerra in Zimbabwe, Chris Mutsvangwa, ha annunciato che la procedura per l'impeachment nei confronti del presidente Robert Mubage andrà avanti domani.

L’espulsione di Mugabe
Mugabe era stato espulso in giornata insieme a Grace dal suo partito (lo Zanu-Pf) e sostituito dal vicepresidente Emmerson Mnangagwa. Il «licenziamento» del dittatore arriva a seguito del colpo di stato militare che ha portato a mettere sotto custodia il presidente, oggi 93enne, e dopo che le forze armate avevano preso controllo di alcune zone della capitale Harare e interrotto l’attività dell’esecutivo. Il ministro della cybersecurity Patrick Chinamasa ha detto che Mugabe avrà tempo fino alle ore 12 di domani per dimettersi dalla carica di presidente del paese. In caso contrario scatterà l’impeachment, accelerando il suo processo di sostituzione. Il candidato già indicato dal partito è Emmerson Mnangagwa, il vicepresidente estromesso da Mugabe nel tentativo di insediare la moglie. Nel pomeriggio si è svolto un secondo round di trattative con i generali: nelle foto pubblicate sul suo sito, Mugabe stringe la mano ai generali e al capo della polizia.

La festa in piazza
Sabato centinaia di migliaia di cittadini sono scesi in piazza per manifestare a favore della sua destituzione e per celebrare la fine di una dittattura durata quasi 40 anni. Dopo che la decisione era già stata formulata dalla commissione centrale dello Zanu Pf, il partito principale del paese, oggi è è arrivata la conferma. Alcuni delegati hanno confermato che «Mnangagwa è il nostro nuovo leader».

Come si è arrivati alla rottura
Il golpe è scattato dopo che Mugabe aveva estromesso il suo storico vicepresidente, Emmerson Mnangagwa (detto il Coccodrillo), con l’obiettivo di eliminare uno dei candidati naturali alla successione e nominare la moglie Grace ai vertici del governo. Una scelta che ha scatenato le proteste nel partito e condotto alla presa di potere dell’esercito, che in un primo momento aveva sostenuto di «non voler colpire Mugabe, ma i criminali che lo circondano». Sotto la dittatura di Mugabe, l’economia dello Zimbabwe è entrata in un loop recessivo che ha portato a un tasso del 95% di forza lavoro disoccupata e costretto 3 milioni di persone a lasciare il paese. Ora la sua destituzione apre le porte di un governo ad interim, retto probabilmente da Mnangagwa, nel quale si cercherà di definire un nuovo esecutivo senza passare per l’intervento esterno.

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