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Eba a Parigi, schiaffo a Francoforte

La sede dell’autorità bancaria

Eba a Parigi, schiaffo a Francoforte

È andata a Parigi la sede dell’autorità bancaria europea Eba, la seconda delle due agenzie dell’Unione europea costrette a traslocare da Londra a causa dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue. Come per l’agenzia dei medicamenti Ema, assegnata ad Amsterdam a spese di Milano dopo tre voti e un sorteggio, anche il trasloco dell'Eba a Parigi avverrà in seguito all’estrazione a sorte della capitale francese a scapito di Dublino, arrivata in parità nella terza votazione. Al secondo voto era stata eliminata Francoforte, che alla vigilia molti consideravano favorita.

L’Eba, l’autorità di regolamentazione delle banche, diventa così vicina di casa dell’Esma, l’autorità europea sui mercati finanziari, che ha già sede a Parigi. In questo modo, la capitale francese riceve una spinta importante alle sue aspirazioni di aggiudicarsi, in concorrenza con Francoforte, la palma di maggiore centro finanziario dell’Europa continentale. A Parigi si trasferiranno quindi i 200 dipendenti dell’autorità bancaria e presumibilmente buona parte delle società di consulenza e di servizi che le ruotano attorno.

A Francoforte, invece, l’Eba si sarebbe trovata porta a porta con l’autorità di vigilanza sulle banche creata presso la Banca centrale europea, l’Ssm. Molti osservatori ritenevano che questo potesse dar vita a notevoli sinergie e possibilmente, in futuro, a una fusione fra le due autorità, riunendo regolamentazione e vigilanza sotto lo stesso tetto e sganciandole dalla Bce. La commistione fra politica monetaria e vigilanza è vista con disagio da molti, soprattutto in Germania. Anche se l’Eba di occupa di tutte le banche della Ue e l’Ssm solo di quelle dell’eurozona, la differenza è stata in gran parte svuotata di significato dalla prossima uscita delle banche inglesi dalla Ue e dal trasferimento della più importante banca scandinava, Nordea, da Stoccolma a Helsinki, proprio per entrare sotto la giurisdizione della zona euro.

Non è un caso che alla fine, delle otto contendenti per la sede dell'Eba fossero rimaste in ballo Parigi, Dublino e Francoforte, le tre principali aspiranti a spartirsi la torta delle fuoriuscite di istituzioni finanziarie dalla City di Londra in vista di Brexit. Se Dublino appare più attraente, anche per ragioni fiscali, per le società di gestione di fondi, sono Parigi e Francoforte a tentare di attirare le grandi banche. Proprio ieri l’amministratore delegato di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha dichiarato che i dipendenti in uscita da Londra verranno suddivisi principalmente fra i due «hub» di Parigi e Francoforte. Nella città sul Meno, dove ha già 200 persone, Goldman ha annunciato di recente di aver prenotato otto piani di un nuovo grattacielo in costruzione per portare la sua forza lavoro fino a mille unità. Per il momento, la capitale finanziaria della Germania sembra aver un leggero vantaggio nell'attirare istituzioni finanziarie: hanno annunciato la loro scelta a favore di Francoforte, fra le altre, la svizzera Ubs, che a sua volta ha costituito qui il suo “hub” europeo, Citigroup, Nomura, Morgan Stanley e Standard Chartered. La società che promuove la piazza finanziaria di Francoforte, Frankfurt Main Finance, ha fatto buon viso a cattivo gioco, congratulando Parigi, ma ribadendo i suoi sforzi per continuare a rafforzare il suo ruolo continentale.

Le autorità tedesche puntano in particolare ad aggiudicarsi per Francoforte il centro del clearing in euro, attualmente nella City, un’attività estremamente redditizia e che dovrebbe comportare lo spostamento di un numero maggiore di persone. Nell’era post-Brexit, questa sarà sottoposta alla vigilanza della Bce, che già si era battuta per sottrarla a Londra prima dell’uscita del Regno Unito dalla Ue.

Sia Parigi sia Francoforte mirano a creare nuova occupazione nel settore finanziario, grazie a Brexit, per circa 10mila unità. Una prospettiva non gradita a tutti nella città dell’Assia, dove il mercato immobiliare è sotto stress da tempo e prezzi degli immobili e affitti sono aumentati già in seguito all’arrivo dei dipendenti della Bce e dell’Ssm.

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