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«Nessuna tensione Italia-Spagna dopo il verdetto su Ema»

dopo le votazioni

«Nessuna tensione Italia-Spagna dopo il verdetto su Ema»

  • – di Redazione online
Foto Ap
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Smentite ufficiali e ufficiosi alle ricostruzioni delle ultime ore sulle votazioni al termine delle quali è stata assegnata ad Amsterdam, invece che a Milano, la sede dell’Agenzia del farmaco. Secondo diverse fonti, i rappresentanti di Germania, Francia e Spagna avrebbero espresso all’ultimo turno la propria preferenza verso la città olandese, facendola rimontare rispetto al capoluogo lombardo portandola al sorteggio. In particolare l’attenggiamento della Spagna è stato al centro dell’attenzione: secondo alcune ricostruzioni il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis avrebbe promesso al governo italiano l'appoggio di Madrid alla candidatura di Milano per l'Ema, «ma poi - riferiscono all'Ansa fonti vicine al dossier - la Spagna non ci ha votato».

Le stesse fonti sottolineano come sia stato decisivo alla fine il sorteggio «Si è andati al bussolotto sia per l'Ema che per l'Eba. I francesi sono stati fortunati, noi no. Era pareggio per noi come lo era per loro. Ma la costruzione delle alleanze e il lavoro fatto sono stati gli stessi”. Una ricostruzione smentita dal ministro degli esteri spagnolo Alfonso Dastis che ha detto di ritenere non ci siano tensioni con Roma dopo il voto sulla sede Ema in seno all'Ue. «Le risulta ci sia qualche malessere con l'Italia?” gli hanno chiesto i cronisti. Il ministro ha risposto «No, no».

«Abbiamo parlato con l'Italia della possibilità di arrivare ad un accordo, ma non abbiamo concluso alcun accordo. Così siamo andati avanti nel rispetto dei nostri impegni», precisa il ministro degli esteri spagnolo circa la posizione adottata dal governo di Madrid nella elezioni della sede Ema. «Nessuna critica da parte dell'Italia nei confronti del governo spagnolo», fanno trapelare fonti de Ministero degli Esteri italiano secondo le quali «le scelte di ciascun paese sono state tutte, ovviamente legittime».

Nel frattempo il portavoce della Commissione Europea è intervenuto sulle regole di votazione per decidere le sedi che avrebbero ospitato l'Ema e l'Eba, e che hanno determinato in entrambi i casi con un sorteggio, invece che con una decisione palese. «Le regole - dice - sono state decise dagli Stati membri in una riunione dei ministri degli esteri». Lo ha ricordato il portavoce della Commissione. Dunque, la Commissione non ha avuto voce in capitolo. «Non è questo l'indirizzo al quale porre le domande», ha aggiunto il portavoce.

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