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Avvertimento Ue sul debito

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Avvertimento Ue sul debito

  • –Beda Romano

Bruxelles

Immancabilmente, come è ormai consuetudine, l’annuale opinione relativa alla Finanziaria italiana, attesa per oggi qui a Bruxelles, è circondata da dubbi e incertezze. Vorrà la Commissione europea continuare a usare la mano leggera, come in passato, per salvaguardare una fragile ripresa economica e precari equilibri politici? O deciderà di usare la mano pesante, proprio mentre l’economia italiana è tornata a crescere? La prima ipotesi è da privilegiare.

L’opinione di bilancio prevista per oggi è l’occasione per l’esecutivo comunitario di dare una sua valutazione sulle Finanziarie in discussione nei vari parlamenti nazionali. L’obiettivo è eventualmente di correggere il tiro in corso d’opera, sempre nel tentativo di risanare i conti pubblici nazionali e assicurare una maggiore convergenza tra le economie. L’Italia è un caso a sé. Pubblicando di recente nuove previsioni economiche, Bruxelles ha criticato di fatto il progetto di bilancio.

La Finanziaria presentata dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan prevede una riduzione del deficit strutturale dello 0,3% del prodotto interno lordo, rispetto a un obiettivo di risanamento dello 0,6% del Pil. A metà novembre, il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha fatto notare che secondo i calcoli di Bruxelles la manovra consentirebbe una riduzione del disavanzo strutturale di appena lo 0,1% del Pil (si veda Il Sole 24 Ore del 10 novembre).

Negli ultimi mesi, la Commissione ha lasciato intendere che una manovra pari allo 0,3% del Pil sarebbe stata sufficiente per evitare una grave deviazione dei conti pubblici italiani rispetto agli obiettivi di risanamento. Il problema, evidentemente, è che la Finanziaria per il 2018, agli occhi dell’esecutivo comunitario, non rispetta neppure questo target minimo. La settimana scorsa, in via informale, la Commissione ha quindi annunciato l’invio di una lettera all’Italia, da associare all’opinione di bilancio.

Cosa chiederà questa missiva? «Non sarà una lettera intimidatoria – spiega un esponente comunitario –. Ci sarà però il desiderio di mettere pressione sul governo perché rispetti gli obiettivi che ci siamo dati». Voci hanno sostenuto in questi giorni che Bruxelles potrebbe decidere l’apertura di una procedura per debito eccessivo, ex articolo 126/3 dei Trattati con la preparazione di un rapporto specifico sull’indebitamento. Ieri sera queste voci non ricevevano riscontro qui a Bruxelles.

Ciò detto, come non pensare che la Commissione non metta in luce il rischio di non rispetto del Patto di Stabilità? Parlando all’Ansa, il vice presidente Valdis Dombrovskis ha notato ieri che il debito è «fonte di vulnerabilità ed è un grande costo per l’economia» dell’Italia. Il dibattito nel collegio dei commissari mette in scena le diverse anime dell’esecutivo comunitario: da un lato coloro che privilegiano la mano pesante, per via di una politica economica italiana ritenuta troppo procrastinatrice, e dall’altro coloro che invece preferiscono la mano leggera.

Questi ultimi sono preoccupati dal prossimo anno elettorale. Temono di provocare scossoni al governo Gentiloni, accentuando le rivendicazioni anti-europee di una fetta della popolazione italiana e di una parte della classe politica.

In questo senso, molti osservatori si aspettano che nei fatti la Commissione europea rinvii a maggio una opinione compiuta della Finanziaria per il 2018, nella speranza che da qui ad allora il governo sarà riuscito a rispettare le attese comunitarie.

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