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Debiti e disoccupazione, ancora troppo debole la Francia di Macron

i conti di parigi

Debiti e disoccupazione, ancora troppo debole la Francia di Macron

Le novità sono state tante. Non sufficienti però per evitare più un richiamo da parte della Commissione europea. Anche la Francia di Emmanuel Macron, che sembra lanciata in una ampia riforma dello Stato e delle regole del mercato - si pensi all’ampio intervento sul lavoro - preoccupa l’esecutivo di Bruxelles. Troppi i debiti, innanzitutto, pubblici ma anche privati. Stagnante, inoltre, la produttività ed eccessiva la disoccupazione con forti rischi per la crescita.

È un quadro un po’ desolante, per la seconda economia dell’Unione europea. Il debito pubblico al 96,5%, nota la Commissione, «si sta stabilizzando a livelli elevati», ma in ogni caso «rappresenta una importante fonte di vulnerabilità: riduce lo spazio di intervento fiscale per rispondere a eventuali futuri shock». La soglia massima tollerata dalla Commissione è il 60% previsto dal Trattato di Maastricht.

Al debito pubblico si aggiunge un elevato debito privato. In termini consolidati, è pari al 146,9% del prodotto interno lordo, un livello superiore alla soglia del 133% (l’Italia è al 113,6%, grazie al risparmio delle famiglie, la Germania al 99,3%) e il processo di riduzione dell’esposizione, il deleveraging, «deve ancora iniziare», caso unico nell’Unione. I prezzi delle case, pure in calo, restano inoltre a livelli «elevati rispetto al reddito disponibile». La Commissione non ritiene in ogni caso che le banche del paese siano, per questo motivo, vulnerabili.

La produttività, intanto, langue, malgrado una «moderata dinamica dei salari e all’introduzione di misure» per ridurre il costo del lavoro che ha effettivamente rallentato. La competitività del paese ne risulta dunque frenata. La disoccupazione resta inoltre elevata: malgrado la flessione registrata dopo il massimo del 2015, la media degli ultimi tre anni è ancora al 10,3%, superiore alla soglia del 10%. I rischi per la crescita potenziale sono dunque elevati.

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