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Dossier Vietnam chiama Italia: «Missione di sistema» e Business Forum

    Dossier | N. 6 articoliVietnam: nuove opportunità per il sistema-Italia nel contesto ASEAN

    Vietnam chiama Italia: «Missione di sistema» e Business Forum

    (Reuters)
    (Reuters)

    HANOI – Rallentando per poi accelerare: l'economia del Vietnam ha tirato un po' il fiato a inizio anno dopo il robusto +6,2% del 2016, ma ha ripreso a correre in un crescendo rossiniano: dal +5,1% del primo trimestre al +6,2% del periodo aprile-giugno fino al +7,5% appena annunciato per il terzo trimestre.
    I tassi di espansione economica rappresentano solo uno dei fattori che rendono il Vietnam uno dei Paesi asiatici che stanno suscitando un sempre maggiore interesse anche da parte delle imprese italiane.
    Missione di sistema. Una “missione di sistema” scatta domani (prima ad Hanoi e poi a Ho Chi Minh City) con la presenza di oltre una cinquantina di aziende italiane, oltre a varie associazioni di categoria e banche, per un totale di circa 120 partecipanti. Promossa dai ministeri dello Sviluppo economico e degli esteri, la missione è organizzata da Confindustria, Agenzia ICE, ABI, Unioncamere e Conferenza delle Regioni, con una delegazione guidata dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto, dalla vicepresidente per l'Internazionalizzazione di Confindustria Licia Mattioli, dal presidente dell'Ice Michele Scannavini e dal vicepresidente per l'internazionalizzazione dell'ABI Guido Rosa. I settori rappresentati sono molteplici: dalle infrastrutture e trasporti alla meccanica, dalle energie rinnovabili al comparto medico-farmaceutico. Sarano firmati nuovi accordi e memorandum di intesa a margine del Business Forum Italia- Vietnam. L'ultima missione imprenditoriale italiana era avvenuta tre anni fa, facendo seguito a quella del 2008.

    Un Paese “centrale”. La centralità del Vietnam in ambito Asean (Associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico) si è evidenziata nel corso nel recente vertice APEC (Associazione dei Paesi dell'Asia-Pacifico) svoltosi a Da Nang. Se nell'occasione il presidente americano Donald Trump ha fatto un brutto discorso tutto incentrato sul concetto di “America First”, il ruolo del Vietnam è stato decisivo nel fare da sponda alla diplomazia giapponese per salvare la TPP (Trans-Pacific Partnership), l'accordo di libero scambio firmato da 12 Paesi che Trump ha però affossato. A livello ministeriale, gli altri 11 Paesi hanno concordato di voler procedere sulla strada comune delle liberalizzazioni commerciali. Il Vietnam, inoltre, ha già raggiunto l'intesa su un Free Trade Agreement con l'Unione Europea, in attesa di ratifica, e – oltre agli accordi che fanno capo all'Asean con Cina, Giappone, Corea del Sud, India, Australia e Nuova Zelanda - – ha raggiunto 4 intese bilaterali di libero scambio con Cile, Giappone, Corea del Sud e Eurasia Economic Union (EAEU).

    Vietnam: un Paese di giovani

    Un contesto che rende idoneo il Paese a funzionare anche da hub regionale dal punto di vista degli investitori stranieri. Un punto di vista, va notato, che non può che apprezzare la stabilità politica e le strategie (sostanzialmente coerenti, anche se di non incontrastata applicazione) di progressiva apertura verso gli investimenti stranieri e le privatizzazioni. Nello stesso ambito Asean, Hanoi spicca per l'assenza di notizie inquietanti, che emergono altrove: dalla deriva iperautoritaria che sta avvenendo in Cambogia ai problematici rapporti tra militari e civili evidenziati da Thailandia e Myanmar, dalle tensioni derivanti da accuse di corruzione ai vertici statali (Malaysia) a quelle provocate da periodiche turbolenze di carattere religioso (Indonesia).
    Un Paese emergente in forte crescita, prossimo a un libero scambio con la Ue, di dimensioni ragguardevoli (quasi 93 milioni di abitanti, per lo più giovani) e con una classe media in espansione, caratterizzato da stabilità politica e ambiziosi progetti di sviluppo in vari settori sui quali desidera al partecipazione di risorse dall'estero: un buon quadro, insomma, per attirare l'attenzione degli imprenditori italiani su nuove opportunità di business e di investimenti.

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