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Dossier Vietnam, cresce l’attrattività per investimenti dall'estero

    Dossier | N. 6 articoliVietnam: nuove opportunità per il sistema-Italia nel contesto ASEAN

    Vietnam, cresce l’attrattività per investimenti dall'estero

    Il simposio di apertura ad Hanoi della missione di sistema, con il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto e l'ambasciatrice Cecilia Piccioni
    Il simposio di apertura ad Hanoi della missione di sistema, con il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto e l'ambasciatrice Cecilia Piccioni

    HANOI – Con tre workshop su settori di interesse comune considerati strategici – infrastrutture e trasporti, energie rinnovabili e green technologies, meccanica – è iniziata ieri la missione del sistema-Italia in Vietnam, alla quale partecipano 53 aziende, 6 associazioni industriali e di categoria, 4 istituti bancari per un totale di 122 partecipanti. Prima tappa ad Hanoi - dove domani ci sarà il Business Forum Italia-Vietnam con la firma di alcuni accordi – e seconda a Ho Chi Minh City, il cuore economico di uno dei Paesi più dinamici del Sud-est asiatico. Si tratta della terza missione di sistema, dopo quelle del 2008 e del 2014, organizzata da Confindustria, Ice e altre entità, e promossa dai ministero dello Sviluppo Economico e degli Esteri.

    IL CONTESTO
    Con previsioni di crescita di almeno 6,3% per il 2017 e un trend in espansione per quanto riguarda domanda, consumi e servizi, il Vietnam rappresenta uno dei Paesi emergenti dell'area Asean tra i più dinamici. Punti di forza sono il suo sistema industriale fondato sulle Pmi, la sua politica attrattiva in tema d'investimenti esteri, gli ambiziosi obiettivi in più settori industriali, l'espansione di una classe media facoltosa e particolarmente sensibile al richiamo esercitato dai prodotti del “Made in Italy”, la disponibilità di una manodopera giovane a basso costo e qualificata, così come la rete di accordi di libero scambio che offre un ampio ventaglio di liberalizzazioni tariffarie. L'individuazione di un preciso orientamento strategico da parte delle autorità vietnamite, che focalizza la crescita del Paese sullo sviluppo dei contenuti tecnologici e su un'ambiziosa riqualificazione delle infrastrutture e delle produzioni nel segno della sostenibilità, offre alle aziende italiane opportunità significative. In quest'ottica, l'accordo di libero scambio EU-Vietnam espande ulteriormente il potenziale di cooperazione e vede le imprese italiane sempre più riconosciute come sinonimo di qualità, tecnologia di prodotto, brand e leader nei comparti ad alto valore aggiunto.

    RAPPORTI STRETTI
    L'ambasciatrice Cecilia Piccioni, nel suo intervento inaugurale, ha sottolineato che lo “scouting” di nuove opportunità di business e di investimenti da parte delle imprese italiane avviene in un momento in cui i rapporti politici tra i due Paesi non sono mai stati migliori. La partnership strategica bilaterale firmata tre anni fa è stata seguita infatti da visite reciproche ai più alti livelli istituzionali, mentre appare significativo che due anni fa sia stato aperto un consolato generale a Ho Chi Minh City (dove c'e' anche la sede dell'Ice) proprio in un momento in cui la Farnesina stava razionalizzando le sedi estere anche con dolorosi tagli. Non solo sul piano economico, ma anche su quelle delle collaborazioni scientifiche e degli scambi culturali le relazioni sono in ascesa.

    COOPERAZIONE AGEVOLATA
    Naturalmente, il quadro macroeconomico e politico caratterizzato dalla stabilità fa da principale contesto per una attrazione di investimenti dall'estero. Anche se il Vietnam è entrato nel novero dei Paesi a medio reddito, alle imprese non deve inoltre sfuggire che il Paese resta destinatario di progetti di cooperazione agevolata, promossi sia a livello statale (nell'ambito della Cassa Depositi e Prestiti) sia a livello di grandi istituzioni multilaterali come la Banca Mondiale e l'Asia Development Bank (ADB). Nel simposio iniziale, i rappresentanti della ADB e della Banca Mondiale hanno delineato come partecipare ai progetti da loro finanziari. Nel suo ultimo rapporto sul Paese (Country Partnership Framework 2017-2022), la World Bank sottolinea che il Vietnam – trent'anni dopo il lancio delle riforme economiche note come “Doi Moi” - è una “development success story”, uno storia di successo di una Nazione in via di sviluppo passata tra quelle a medio reddito e “promossa” lo scorso giugno dalla International Development Association (IDA).

    Restano alcune sfide e difficoltà che possono avere un impatto anche sugli investitori esteri: dalla corruzione al ruolo ancora abnorme delle imprese statali, dalla scarsa competitività delle Pmi a un crescente livello di debito pubblico. Fino ovviamente alla più che imperfetta tutela giudiziaria in caso di controversie. I rappresentanti delle banche italiane hanno incontrato ieri quelli di una decina di istituzioni finanziarie vietnamite oltre che della banca centrale. Guido Rosa, vicepresidente per l'internazionalizzazione dell'ABI, ha sottolineato che relazioni piu' strette nel settore finanziario possono promuovere a cascata piu' business reciproco su un piano concreto.

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