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Brexit, divorzio «da 55 miliardi di euro». Londra cede…

anticipazione del daily telegraph

Brexit, divorzio «da 55 miliardi di euro». Londra cede alle richieste Ue

Il titolo del Financial Times online annuncia la resa: «il Regno Unito si inchina alle richieste della Unione europea». Il governo di Londra promette di assumersi la responsabilità di pagare fino a 100 miliardi di euro per divorziare dall’Unione europea. La notizia è stata anticipata dal Daily Telegraph poi confermata dal Financial Times. Dopo mesi di lenti negoziati e poco fruttuosi incontri, l’accordo finanziario è stato raggiunto. Il prezzo di Brexit oscilla tra i 44 e 55 miliardi di euro. Un punto fermo necessario per passare alla seconda fase dei negoziati in cui si definiranno gli accordi commerciali fra Regno Unito e Unione europea, quel quadro di certezza e stabilità che chiedono imprese, banche, investitori.

La notizia dell’accordo ha fatto risalire la sterlina a 1,33 dollari, rispetto all'euro si è apprezzata a 0,89.

Più cauto il capo negoziatore della Ue, Michel Barnier, che non smentisce i passi avanti ma precisa: «Ci stiamo ancora lavorando duramente, spero di poter annunciare presto un’intesa», si è limitato a rispondere ai cronisti che gli chiedevano di commentare le notizie rimbalzate sui media britannici. 

L’accordo, se sarà confermato, è però una sconfitta del Regno Unito e del governo di Theresa May i cui ministri per mesi si sono rifiutati di parlare di soldi. Forse anche per questo - non farla apparire quello che in effetti è - stasera un portavoce del governo si è affrettato a chiarire che «intensi colloqui» fra Londra e Bruxelles continuano. Resta il fatto che in queste ore su Twitter diversi giornalisti e alcuni utenti britannici ricordano uno degli slogan più martellanti della campagna per il Leave nel referendum 2016, i miliardi che il Regno Unito avrebbe risparmiato con l’addio alla Ue.

Finora il ministro per Brexit David Davis e il capo negoziatore Ue Michel Barnier avevano giocato un’esasperante partita tattica da cui non era possibile scorgere alcun progresso. La vera data di scandenza, ripeteva Davis solo due settimane fa, era il 14 e 15 dicembre, giorni del vertice con i 27 Stati Ue.

Stasera invece il cambio di scena. Fonti di entrambe le parti, scriveva il Daily Telegraph, hanno confermato che è stato raggiunto un accordo di principio sulla richiesta dell'Unione europea di una cifra che oscilla fra i 44 e i 55 miliardi di euro. Con simile intesa di massima, la premier britannica Theresa May e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si vedranno a pranzo lunedì 4 dicembre. Due giorni dopo la Commissione discuterà dello stato dei negoziati. L'accordo su obblighi finanziari, diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito, frontiere angloirlandesi sono considerati dalla Ue i punti fondamentali sui quali devono essere fatti «progressi sufficienti» per poter aprire il negoziato sui rapporti futuri tra Unione europea e Regno Unito.

Né il governo britannico né la Commissione europea hanno commentato questo accordo che solo poche settimane fa, almeno nelle dichiarazioni tattiche dei negoziatori, sembrava lontano.

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