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Brexit, uniformità di regole tra le due Irlande per uscire…

l’ipotesi allo studio

Brexit, uniformità di regole tra le due Irlande per uscire dall’impasse sul confine

Il Peace Wall a Belfast
Il Peace Wall a Belfast

Passi avanti, seppure ancora parziali, nella trattativa tra Unione europea e Gran Bretagna sul confine tra le due Irlande dopo Brexit, il nodo forse più intricato di questa prima fase dei negoziati. Secondo il quotidiano francese Les Echos e il britannico The Times, si lavorerebbe infatti per mantenere un'omogeneità regolamentare tra le due parti dell'isola in alcuni settori strategici, in modo da evitare il ripristino di barriere tariffarie.

Stando al Times, il governo britannico devolverebbe all’Irlanda del Nord alcuni poteri per favorire un’armonizzazione doganale in ambito agricolo ed energetico. Analoga, ma più articolata, la ricostruzione di Les Echos, secondo cui l’idea per scongiurare il ripristino di una frontiera fisica tra Eire e Ulster sarebbe incentrata su un “dispositivo” che armonizzerebbe le differenze regolamentari in 120 settori, dall’elettricità al gas, dai trasporti al commercio di beni. Sarebbe in questo modo preservata la fluidità degli scambi, oggi garantita dalla comune appartenenza di Irlanda e Regno Unito (e quindi anche Irlanda del Nord) all’unione doganale e destinata altrimenti a svanire.

Quello commerciale è uno dei principali timori di tutte le parti in causa – Irlanda e Gran Bretagna, ma anche Ue – unito ai fantasmi politici di 30 anni di violenze tra protestanti e cattolici irlandesi associato al ripristino di un “hard border”, un confine con controlli e checkpoint.

Per realizzare un piano come quello ipotizzato, tuttavia, rimangono da superare alcuni ostacoli, a cominciare da quello politico interno al governo di Theresa May. Gli unionisti del Dup, il partito nordirlandese che, con i suoi voti, sostiene l’esecutivo conservatore, si oppongono fermamente a qualunque differenziazione di status tra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito, temendo che possa essere l’anticamera di una riunificazione dell’isola. Anche oggi la leader unionista Arlene Foster ha ribadito, in un comunicato, che «non ci possono essere accordi che compromettano l’integrità del mercato unico del Regno Unito». La seconda difficoltà è legata al fatto che una convergenza regolamentare come quella ipotizzata richiede la supervisione di un arbitro indipendente, riconosciuto da tutti; il che solleva un’altra questione calda ancora irrisolta nei negoziati su Brexit: il ruolo della Corte di giustizia Ue.

Per ora si continua a trattare e il premier irlandese, Leo Varadkar, ha ammesso che ci sono progressi, ma non sono ancora sufficienti. Domani intanto il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, volerà a Dublino per incontrare Varadkar.

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