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Nord Corea, Usa: ora la guerra è più vicina. Ira…

DOPO IL MISSILE DI KIM

Nord Corea, Usa: ora la guerra è più vicina. Ira della Russia, Cina frena

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«Ora la guerra è più vicina». Sono parole pesanti quelle pronunciate dall'ambasciatrice americana all'Onu Nikki Haley, durante il consiglio di sicurezza sulla Corea del Nord. Solo pochi minuti prima, durante un comizio in Missouri, Donald Trump era tornato ad attaccare sul piano personale il dittatore di Pyongyang, Kim Jong-un, deridendolo e descrivendolo come un «cagnolino malato»: «The little rocket man», il piccolo uomo-missile, ha ripetuto davanti ai suoi sostenitori.

Immediata la replica di Russia e Cina: «Le azioni degli Usa contro la Corea del Nord sono intenzionalmente provocatorie», per il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov; «l'opzione militare non è un'opzione», per il ministero della Difesa cinese che però invita la Nord Corea a rispettare quanto stabilito dal Consiglio di sicurezza Onu. Per Lavrov la via delle sanzioni ormai è «esaurita», mentre il portavoce cinese Wu Qian esprime «profonda preoccupazione».

In arrivo nuove sanzioni per la Nord Corea
Intanto, mentre al Tesoro americano si studiano nuove sanzioni finanziarie e al Pentagono si valuta l'ipotesi di un blocco navale, le Nazioni Unite rinviano la decisione di nuove misure punitive verso Pyongyang, con i Quindici del Consiglio di sicurezza che per il momento insistono sulla piena e rigorosa attuazione delle sanzioni già prese negli ultimi mesi.

Soprattutto da parte della Cina che resta il più stretto alleato della Corea del Nord. L'ultimo esperimento missilistico di Pyongyang, che ha dimostrato di avere un 'supermissile' in grado di colpire ovunque gli Stati Uniti, «è un'azione che avvicina il mondo alla guerra, non lo allontana», ha tuonato Haley. «Anche se è un conflitto che gli Usa non cercano - ha aggiunto l'ambasciatrice Usa - e se ci sarà una guerra, il regime nordcoreano sarà completamente distrutto».

Francia: Occidente nel mirino
«Questo lancio dimostra che poche città occidentali sfuggirebbero ai missili nordcoreani» dice il ministro delle Forze armate francese, Florence Parly, intervistata stamattina da BFM-TV e RMC. «Ancora una provocazione del regime nordcoreano - ha detto la Parly - ogni volta siamo sorpresi dalle capacità mostrate dai nuovi lanci. La Corea del Nord progredisce e progredisce rapidamente». «Nessuno può dire - ha detto ancora la ministra - che noi non saremmo alla portata» di questi missili. «Come non essere preoccupati nel mondo in cui viviamo?».

Quindi l'ennesimo appello alla comunità internazionale (rivolto ancora una volta soprattutto a Pechino) per «tagliare tutti i rapporti con Pyongyang», per isolare ulteriormente il regime di Kim: dai rapporti diplomatici, alla cooperazione militare, scientifica e commerciale, passando per lo stop a tutte le importazioni ed esportazioni.

«Invece - ha denunciato - alcuni paesi continuano ancora a finanziare il programma nucleare nordcoreano». Intanto l'ambasciatore italiano Sebastiano Cardi, presidente di turno dei Quindici e del comitato sanzioni del Consiglio di sicurezza, ha spiegato come le misure restrittive decise contro la Corea del Nord stiano funzionando: «Ma si può fare di più per farle applicare», ha sottolineato.

Il «nuovo» missile
La Corea del Nord ha lanciato ieri un missile intercontinentale che appare di nuova fattura e non l'evoluzione dell'Hwasong-14 testato due volte a luglio: è il primo giudizio dei militari di Seul basato anche sulle foto diffuse oggi dai media ufficiali dsa Pyongyang.

La parte frontale dell'Hwasong-15 è rotonda e relativamente spuntata rispetto alla vistosa punta dell'Hwasong-14, in base al confronto delle foto pubblicate dal
Rodong Sinmun, l'organo ufficiale del Partito dei Lavoratori.

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