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Premiato lo swap sui bond greci

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Premiato lo swap sui bond greci

  • –Vittorio Da Rold

La Grecia ha realizzato «una operazione di successo sui mercati» con uno swap di obbligazioni sottoscritto all’86,1 per cento. Lo ha annunciato il portavoce del governo Dimitris Tzanakopoulos a nome del premier Alexis Tispras. L’obiettivo dellla agenzia del debito, la Public Debt Management Agency (Pdma) la cui sede è posta accanto a quella della Banca centrale greca ad Atene, era del 65% di adesioni.

Lo scambio di obbligazioni ha raggiunto dunque un ammontare di «circa 25,5 miliardi di euro su un totale di 29,6 miliardi proposti» il 15 novembre scorso. Questa operazione rappresenta un secondo test portato avanti con successo sui mercati dopo quello di luglio, quando Atene era tornata sui mercati dopo un periodo di assenza di tre anni.

La Grecia si è offerta di scambiare una serie di 20 titoli di stato emessi dopo la ristrutturazione del debito nel 2012 per cinque nuove emissioni di riferimento. Le nuove obbligazioni hanno scadenze che vanno da cinque a 25 anni e cedole dal 3,5 al 4,2 per cento. Lo swap verrà perfezionato il 5 dicembre prossimo.

Non siamo di fronte solo a una tecnicalità finanziaria per dare maggiore liquidità al mercato obbligazionario greco, ma anche a un messaggio ai mercati di una raggiunta stabilità finanziaria. L’obiettivo è chiaro: la Grecia ha intenzione di tornare sui mercati obbligazionari dopo la conclusione dell’attuale piano di salvataggio previsto nel 2018 e vuole garantire condizioni di liquidità adeguate per le future emissioni sul mercato obbligazionario.

Con un debito pubblico pari a circa il 178% del suo prodotto interno lordo, il più alto nella zona euro sebbene più basso di quello giapponese che arriva al 220% del Pil, Atene è intenzionata a ripristinare l’accesso completo al mercato entro l’anno prossimo, quando il suo attuale piano di salvataggio da 86 miliardi di euro terminerà.

BNP Paribas, Citigroup, Deutsche Bank, Goldman Sachs, HSBC e Merrill Lynch sono la banche internazionali che si sono occupate della buona riuscita dello scambio dei bond. Gli obbligazionisti che hanno partecipato allo swap hanno incluso banche locali e fondi pensione insieme a investitori internazionali.

Il completamento dello swap segna un importante passo avanti verso il previsto ritorno della Grecia all’accesso sui mercati internazionali dei capitali all’inizio del prossimo anno.

Il governo Tsipras ha un piano preciso: punta a costruire un cuscinetto di cassa di 12-15 miliardi di euro mentre il Paese mediterraneo si prepara a uscire dal suo terzo piano di salvataggio da 86 miliardi di euro. Ciò richiederebbe due o tre nuovi prestiti obbligazionari da completare prima che il piano di salvataggio termini ad agosto 2018.

Intanto tornano a crescere i depositi bancari. Secondo la Banca di Grecia, nel mese di ottobre 2017 i depositi nel settore privato hanno raggiunto 123,7 miliardi di euro, in crescita di 1,1 miliardi di euro, mentre il credito al settore privato è diminuito di 0,6 miliardi di dollari .

Le banche greche sono entrate nella crisi finanziaria globale del 2008 con 14,5 miliardi di euro di crediti inesigibili, pari a circa il 5,5% dei loro prestiti. Ma successivamente i crediti inesigibili sono saliti a 106,9 miliardi di euro, ovvero il 51%, del totale lo scorso anno.

I finanziatori internazionali hanno concordato con i regolatori di ridurre il livello a 66,7 miliardi di euro entro il 2019, portando il rapporto al 34 per cento.

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