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Nyt: «Trump vuole cacciare Tillerson». La Casa Bianca…

New York Times

Nyt: «Trump vuole cacciare Tillerson». La Casa Bianca (per ora) smentisce

Rex Tillerson
Rex Tillerson

NEW YORK - Cambio della guardia ai vertici dell'amministrazione Trump e della sua politica estera: il Segretario di Stato Rex Tillerson verrà presto sostituito dal capo della Cia Mike Pompeo. La poltrona di Pompeo alla guida dell'agenzia spionistica per eccellenza verrà affidata al senatore repubblicano dell'Arkansas Tom Cotton. A rivelare il terremoto, che dovrebbe essere formalizzato entro le prossime settimane e avvenire a cavallo del nuovo anno, è stato il New York Times. Il quotidiano ha indicato che il piano di transizione è stato già messo a punto dal capo di staff della Casa Bianca, John Kelly. «Tillerson continua a guidare il Dipartimento di Stato. Al momento non ci sono annunci», afferma la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders, ma i rapporti tra Trump e Tillerson erano ormai avvelenati da tempo, con il presidente che più volte aveva denigrato o sminuito anche pubblicamente gli sforzi diplomatici del Segretario di Stato, anche sulla crisi con la Corea del Nord. Altro tema di grave scontro è stato l'accordo nucleare internazionale con l'Iran, difeso da Tillerson e avversato da Trump.

La caduta in disgrazia è avvenuta nonostante Tillerson si fosse prestato al “repulisti” della diplomazia americana orchestrato dall'amministrazione entrante, che ha tagliato drasticamente i ranghi dei funzionari senior, quelli che richiedono una nomina politica, lasciando il Dipartimento di Stato in condizioni di grave fragilità davanti a problematiche globali. Tillerson avrebbe dovuto al contrario portare in dote gravitas a un governo che ha debuttato spesso in stato confusionale quando si tratta di strategie: era stato a lungo a capo del colosso petrolifero Exxon Mobil, con dimostrata abilità nel gestire rapporti con capi di stato stranieri anche ostici.

La sua improvvisa uscita di scena, per quanto prevedibile, rischia di lasciare sotto shock e e in balia di seri interrogativi sul futuro della politica estera americana paesi sia alleati che avversari. Una situazione che preoccupa operatori politici e economici oltre che governi, viste le fitte agende sul tavolo dal commercio al terrorismo, dai rapporti con Cina e Russia al Medio Oriente, dall'immigrazione alla sicurezza.

Un iniziale successore di Tillerson era stato identificato nell'attuale ambasciatore all'Onu Nikki Haley, ma le sue quotazioni erano di recente scese nonostante il suo alto profilo al Consiglio di Sicurezza a cominciare dalle condanne e sanzioni contro Pyongyang.

Mike Pompeo appare una scelta più sicura agli occhi della Casa Bianca, determinata dal rapporto personale e di fiducia che Trump ha stabilito in questi mesi con l'ex deputato repubblicano.

Trump non ama critiche né essere contraddetto, secondo quanto emerge dai resoconti dei meeting tra i suoi consiglieri. E sarebbe rimasto impressionato dalle opinioni politiche di Pompeo durante simili incontri, anche su temi quali la sanità che non hanno nulla a che fare con la sicurezza nazionale o gli esteri.

Il neo capo di staff, il generale Kelly, che avrebbe dovuto essere una presenza garante di maggior stabilità, si sta inoltre da parte sua dimostrando molto più vicino alle posizioni ultraconservatrici e populiste di Trump di quanto non immaginassero i suoi fautori e avrebbe così favorito la scalata di Pompeo.

Alla Cia però la leadership di Pompeo, deputato californiano per tre legislature con fama radicale, è stata men che un successo: è stata considerata troppo politica e viziata.

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