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Italiani all'estero: la start-up che vuole cambiare la vita dei…

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Italiani all'estero: la start-up che vuole cambiare la vita dei diabetici

TOKYO – Tra i cervelli italiani emigrati all'estero, c'e' chi resta per decenni nella stessa istituzione che gli ha dato l'opportunita' di perseguire una solida carriera professionale. Ce ne sono altri che, dopo qualche anno, si “mettono in proprio”, co-fondando una start-up con cui inseguire progetti tecnologici avanzati.
Uno di questi e' Stefano Valenzi, 42 anni, direttore della ricerca nella start-up Dynamic Brain Lab (dynamicbrainlab.com) con sede a Tokyo, che giovedi' lancera' un crowdfunding su Indiegogo per raccogliere i finanziamenti necessari a completare un progetto che – se otterra' le relative certificazioni medicali – sara' in grado di cambiare la vita ai diabetici (sono fino a 5 milioni solo in Italia).

Italiani all'estero: la start-up che vuole cambiare la vita dei diabetici

DAL RIKEN ALLA START-UP. “Sono di Roma. Dieci anni fa sono venuto in Giappone a lavorare al Riken, il maggiore istituto giapponese di ricerca – racconta Valenzi , indicando dall'altro lato della scrivania del laboratorio di Ichigaya l'ingegnere slovacco Peter Jurica - Peter e' stato il mio primo collega: abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2008 su una serie di iniziative. Nel 2015 ho lasciato la ricerca pura e sono andato a sviluppare tecnologia per una ditta giapponese mentre Peter ha continuato a lavorare con me come consulente esterno.
Esperienze che ci hanno portato gradualmente a lavorare su quest'ultimo progetto, che ha preso gli ultimi 3 anni della nostra vita“.

IL “GLUCOSCANNER”. Si tratta di uno strumento per la valutazione del glucosio senza alcun prelievo sanguigno, ossia senza il fastidio o il dolore di dover bucare la pelle (glucoscanner.com): un device che, inoltre, permettera' un non indifferente risparmio economico, in quanto “l'automisurazione tramite glucometro oggi non e' soltanto scomoda ma anche costosa” (piu' di un miliardo e mezzo l'anno stimato in Italia). Dare la possibilita' di monitorarsi molte volte al giorno senza inconvenienti andra' anche ad avere effetti positivi sul decorso della malattia, aiutando il medico a calibrare i dosaggi dei medicinali”. Senza contare, infine, che accertare il glucosio genera una informazione diagnostica importante in termini piu' generali: monitorare il glucosio e capire come il nostro corpo processa gli zuccheri puo' aiutare non solo i malati di diabete, ma tutte lel persone che desiderano condurre una vita piu' sana (a parte i discrosi sul'alimentazione ideale, le categorie di non diabetici che possono maggiormente beneficiare del controllo del glucosio sono le donne in gravidanza, gli anziani e sicuramente gli atleti).

TECNOLOGIA OTTICA. Il device si basa su tecnologia ottica ed e' gia' stato registrato come Glucoscanner: “Dobbiamo ridurne le dimensioni fino a renderlo piu' piccolo di un telefonino. Abbiamo gia' parlato con le persone responsabili della miniaturizzazione: costera' circa 130-150mila dollari. Per questo ricorriamo al crowdfunding . Poi, certo, il device andr testato su pi pazienti possibili per valutare la ‘user experience “ e la performance di questo prodotto sulle varie tipologie di pazienti”. In prospettiva, l'ideale sarebbe arrivare a un “orologio-misuratore” che consentirebbe un monitoraggio costante anche
notturno: in tanti ci stanno lavorando. “Sono anni che molti laboratori provano a sviluppare questo tipo di prodotti con tecnologia ottica, ma i risultati finora non sono stati all'altezza di una valutazione diagnostica definibile medicale: stiamo riuscendo a ovviare a questo problema con una nuova metodologia di valutazione delle informazioni”, dice Valenzi.
“Conosco Stefano da alcuni anni – dice Nicola Grieco, molte esperienze da manager in Asia, ora Ceo della start-up che ha tra i soci anche Roberto Forlani come Business Concept Developer - Abbiamo parlato e deciso di fondare due anni fa la Dynamic Brand Lab. Il passaggio finale e' il crowdfunding, per il quale abbiamo realizzato un video esplicativo in modo divertente “.

I VANTAGGI. Ricapitolando. Il metodo classico di automisurazione del glucosio e' invasivo (devi prelevare una goccia di sangue), e'
costoso e richiede tempo per la valutazione (almeno 60-120 secondi fra lavarsi le mani, prendere uno strip test e sistemarlo nel glucometro, bucarsi e poi ripulirsi); inoltre la procedura non e' “discreta” e non puo' essere realizzata con facilita' in ogni luogo “Il nostro glucoscanner – sottolinea Valenzi – e' completamente non invasivo e quindi indolore. Qualora fosse riconosciuto come device medicale sarebbe relativamente piu' economico degli altri metodi disponibili (il risparmio e' legato al tipo della condizione del paziente, e quindi ai costi ora vigenti). E' efficiente: il tempo per la valutazione e' quello di di prenderlo dalla tasca e osservare in pochi secondi il risultato e' ottenuto. La nostra procedura, infine, e' decisamente piu' discreta, non solo per la velocita' di esecuzione ma perche' eseguibile con un dispositivo piccolo e senza necessita' di ulteriori prodotti accessori”.
In pratica “Glucoscanner puo' essere
usato da chiunque ed in qualsiasi momento. Le misurazioni possono essere ripetute senza costi aggiuntivi e rapidamente”.
Se questo strumento otterra' le certificazioni necessarie, insomma, non solo la vita dei diabetici sara' piu' facile, ma sia i pazienti sia la sanita' pubblica potranno realizzare ingenti risparmi. Viene spontanea una domanda a Valenzi, studi e Ph.D alla Sapienza, poi cervello emigrato: tutto quanto sta facendo, non poteva esser fatto in Italia? “Sono state le circostanze della vita a portarmi qui in Giappone, dove ho conosciuto le persone con cui poi ho deciso di avviare la start-up. Ma non ho niente da rimproverare al mio Paese. Al quale non posso che essere grato”.

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