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Bilancio zona euro, Fme e ministro dell’Economia: ecco la riforma…

LE PROPOSTE DI BRUXELLES

Bilancio zona euro, Fme e ministro dell’Economia: ecco la riforma dell’Eurozona

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Approfittando di una ripresa dell'economia e dei 18 mesi che separano l'establishment comunitario dalle prossime elezioni europee, la Commissione europea ha presentato stamani attese proposte per rafforzare l'assetto dell'unione monetaria. In buona sostanza, Bruxelles ha suggerito da qui al 2019 di creare un bilancio della zona euro, di dotare l'Unione di un Fondo monetario europeo e di creare successivamente la figura di ministro dell'Economia e delle Finanze della moneta unica.

“Non vi è momento migliore per riparare il tetto di casa di quando brilla il sole”, ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Confermando le informazioni della vigilia, il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici ha spiegato in una conferenza stampa a Bruxelles che due sono i capitoli affrontati oggi dalla Commissione europea. Il primo è economico, il secondo più giuridico (si veda Il Sole/24 Ore del 29 novembre).

Sul fronte giuridico, l'esecutivo comunitario propone di trasformare il Meccanismo europeo di Stabilità (noto con l'acronimo inglese Esm) in un Fondo monetario europeo. La nuova istituzione continuirebbe a gestire i programmi di assistenza ai paesi in difficoltà, ma diventerebbe un organismo comunitario (oggi è intergovernativo) e avrebbe tra le altre cose il compito di essere un paracadute finanziario per il Fondo europeo di Risoluzione bancaria.

La Commissione propone poi che il patto di bilancio (fiscal compact) sia inglobato nella legislazione comunitaria. Attualmente, il testo è intergovernativo.

Infine, Bruxelles crede che nella prossima Commissione il presidente dell'Eurogruppo dovrebbe anche essere vice presidente dell'esecutivo comunitario: «La nuova posizione di ministro dell'Economia e delle Finanze rafforzerebbe la coerenza, l'efficienza, la trasparenza e la responsabilità politica del processo decisionale». Sul versante economico, Bruxelles suggerisce che vi sia una linea di bilancio dedicata alla zona euro nello stesso bilancio comunitario. L'ammontare verrà precisato in maggio, quando la Commissione presenterà il suo progetto di bilanco comunitario per il 2021-2028. Il nuovo strumento finanziario dovrà servire a sostenere l'adozione di riforme economiche, aiutare la convergenza dei paesi in procinto di entrare nell'euro, stabilizzare il livello degli investimenti in caso di shock.

Le proproste di oggi devono essere valutate nel quadro di un processo già in corso e che dovrebbe portare da qui al 2019 al completamento dell'unione bancaria e di una unione dei mercati di capitale. Giungono sulla scia di numerose proposte e soprattutto della clamorosa scelta della Gran Bretagna di lasciare l'Unione. Proprio nelle scorse settimane, i Ventisette hanno deciso di utilizzare articoli dei Trattati che permettono la cooperazione rafforzata in un campo delicato, quello della difesa.

Come detto, l'obiettivo della Commissione è di rafforzare l'unione monetaria, garantendo comunque «l'unità» dell'Unione, «l'efficienza» del processo decisionale, «la responsabilità democratica» delle istituzioni comunitarie. Il pacchetto di misure presentato oggi rischia di suscitare reazioni controverse da parte di molte capitali. Ad alcuni la nascita dell'Fme piacerà; non piacerà in compenso ad altri la nascita di un bilancio della zona euro. Business Europe ha invece parlato di «importante passo avanti».

Da notare che la Germania vorrebbe trasferire dalla Commissione all'Fme il controllo dei conti pubblici, una opzione che non piace a Bruxelles e che non è prevista dalle proposte presentate oggi. Nell'ottica dell'esecutivo comunitario, il compito di vigilanza delle finanze pubbliche dovrebbe essere nelle mani del nuovo ministro delle Finanze, chiamato a fare il legame tra i governi e la Commissione. Intanto, nuovo presidente dell'Eurogruppo è appena stato eletto per due anni e mezzo il portoghese Mário Centeno.

Le proposte verranno discusse la settimana prossima dai Paesi dell'unione monetaria in un vertice a Bruxelles, ma eventuali decisioni sono attese soltanto nel giugno 2018. Gran parte delle misure, nelle aspettative della Commissione , dovrebbero poi essere adottate entro le prossime elezioni parlamentari europee, previste nella primavera del 2019. La strada è in salita, la partita ardua. Primo ostacolo: la mancanza ancora di un governo in Germania, dopo le elezioni legislative di settembre.

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