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Usa, cresce il deficit commerciale a dispetto degli annunci di Trump

Dopo gli annunci del viaggio in asia

Usa, cresce il deficit commerciale a dispetto degli annunci di Trump

Donald Trump, nel suo recente viaggio in Asia, aveva tanto decantato la volontà di non esser più generoso con i partner commerciali e di essere anzi intenzionato a rettificare al più presto l’ampio disavanzo commerciale statunitense. Senonché gli ultimi dati del Dipartimento al Commercio segnalano un ulteriore aumento del deficit, guidato dal balzo dell’avanzo commerciale giapponese.

Con il Sol levante, a ottobre il deficit Usa è salito di ben 32,9% a 6,43 miliardi di dollari: Tokyo supera così la Germania, il cui avanzo con gli States è cresciuto del 7,4% a 5,76 miliardi. Con la Cina, il disavanzo americano è aumentato dell’1,7% a 35,23 miliardi di dollari, mentre quello con il Messico del 15,9% a 6,61 miliardi. Nel complesso, la bilancia commerciale di beni e servizi degli Stati Uniti accusa a ottobre un rosso di 48,73 miliardi di dollari, in aumento dell’8,6%.
Un trade “equo e reciproco” era stato invocato dal presidente americano nei suoi discorsi in Asia, durante i quali aveva criticato i suoi predecessori per aver lasciato crescere gli squilibri commerciali: per questo Trump cerca accordi bilaterali e ripudia le intese multilaterali come la Trans-Pacific Partnership. Ma Tokyo fa orecchi da mercante: non ha nessuna voglia di intraprendere un negoziato a due e sta cercando – con qualche successo – di salvare la Tpp a 11 anziché a 12 membri (ossia senza gli Usa). Sperando che essa faccia da cornice ai rapporti bilaterali con gli Usa (che invece chiederebbero sicuramente maggiori concessioni di quelle accordate dal Giappone in ambito Tpp).
A Bruxelles sono intanto in corso serrate trattative per arrivare alla conclusione dell'accordo di libero scambio tra Giappone ed Unione Europea, già raggiunto in linea di principio lo scorso luglio: l’obiettivo di entrambe le parti è di annunciare il successo del negoziato entro fine anno.

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