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Il Qatar firma con la Francia contratti da 14 miliardi di dollari

L’OFFENSIVA COMMERCIALE DELL’EMIRATO

Il Qatar firma con la Francia contratti da 14 miliardi di dollari

(Marka)
(Marka)

Forse non era il momento più indicato. O forse lo era. Dipende dai punti di vista. Di certo i sauditi non saranno stati contenti.
Nei giorni in cui il mondo è in subbuglio per la decisione del presidente Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, il presidente francese Emmanuel Macron, ieri in visita a Doha, ha firmato contratti per il valore di 14 miliardi di dollari con il piccolo ma ancora ricchissimo Emirato del Qatar, potenza mondiale del gas naturale liquefatto.
Nella fattispecie si tratta di contratti per l’acquisto di almeno 12 caccia Rafale e 50 aerei passeggeri Airbus A-321. A firmarli, è stato in persona l'emiro del Qatar, Tamim ben Hamad al-Thani. I contratti includono anche la concessione del metro di Doha e del tram Lusail, affidati al consorzio Sncf/Ratp, così come anche l’acquisto di 490 veicoli blindati Vbci al gruppo francese Nexter.

L’offensiva commerciale del Qatar dopo l’embargo saudita
Non si tratta di una prima offensiva commerciale per Doha. Il 15 giugno l’Emirato aveva siglato con gli Stati Uniti una fornitura di caccia F15 per 15 miliardi di dollari. Il due agosto aveva poi annunciato di aver finalizzato con l’Italia un accordo da 5 miliardi di euro per sette navi destinate alla sua Marina militare. Il recente dinamismo commerciale del Qatar con i Paesi occidentali, e soprattutto con quelli europei, trova una spiegazione anche nella crisi regionale che dallo scorso giugno ha coinvolto l’Emirato.
Pochi giorni dopo una storica visita di Trump a Riad, in cui fu forgiata un’alleanza in funzione anti-iraniana, il 5 giugno l’Arabia Saudita, insieme a Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto, aveva decretato un embargo totale – aereo, navale e terrestre – contro il Qatar accusandolo di finanziare movimenti terroristici sostenuti dall’Iran.

L’alleanza commerciale tra Doha, Istanbul e Teheran

Il durissimo, quasi proibitivo ultimatum lanciato dai sauditi era stato subito respinto al mittente. E da allora la crisi si trascina. L’embargo pure. Completamente isolato, il Qatar è stato aiutato da Iran e Turchia, che hanno prima inviato derrate alimentari e poi hanno siglato accordi commerciali erodendo la quota di mercato che detenevano alcune monarchie del Golfo, tra cui gli Emirati. Un trend che prosegue. In novembre Teheran ha reso nota una proposta del Qatar per quintuplicare i rapporti commerciali tra i due Paesi.

Il dinamismo francese in Medio Oriente
Pur alleati dei sauditi, gli Stati Uniti, che in Qatar hanno una grande base militare, sono rimasti fuori dalla contesa. Ma ancora di più i Paesi europei. Macron ieri ha ribadito che la Francia non si sbilancerà né a favore dell’Arabia né del Qatar.

Tuttavia le sue dichiarazioni sull’Iran hanno evidenziato il distacco che esiste in politica estera tra la Casa Bianca e l’Eliseo (ma anche in generale l’Unione Europea) in merito alla strategia di isolamento nei confronti di Teheran che Riad e Washington continuano a perseguire. L’Iran «è un Paese con una grande storia e deve essere rispettato», ha detto Macron.
D’altronde business is business. E lo scorso tre luglio la major energetica francese Total aveva rotto l’isolamento internazionale di Teheran sui grandi contratti con l’Occidente, annunciando un accordo da 4,8 miliardi di dollari per lo sfruttamento di un maxi giacimento di gas naturale. Quasi per controbilanciare le prime dichiarazioni, senza peraltro ricorrere a toni duri, Macron ha aggiunto. «È essenziale avere un dialogo riguardo alla presenza regionale dell’Iran e su quali limiti dovremmo fissare su di essa».
Troppo poco per Riad (che comunque intrattiene grandi rapporti, soprattutto energetici, con la Francia) . Anche queste dichiarazioni non devono essere state molto apprezzate dalla monarchia saudita.

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