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Corsica, maggioranza assoluta ai nazionalisti

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ELEZIONI REGIONALI

Corsica, maggioranza assoluta ai nazionalisti

Il leader degli indipendentisti, Jean-Guy Talamoni (a sinistra), e il leader degli autonomisti Gilles Simeoni (a destra)
Il leader degli indipendentisti, Jean-Guy Talamoni (a sinistra), e il leader degli autonomisti Gilles Simeoni (a destra)

I nazionalisti corsi conquistano la maggioranza dell’Assemblea dell’isola. Pè a Corsica, la lista che raggruppa gli autonomisti e gli indipendentisti, ha raccolto ieri, al ballottaggio, il 56,5% dei voti conquistando 41 dei 63 seggi della nuova istituzione. Dal 1° gennaio nascerà infatti la Collettività territoriale unica della Corsica che sostituisce la vecchia Collettività territoriale e i due dipartimenti (Haute-Corse e Corse-du-Sud).
È una vittoria notevole: nelle precedenti elezioni, che si sono tenute nel 2015, la lista Pè a Corsica aveva raggiunto il 36% dei voti, che aveva permesso ai nazionalisti di ottenere 24 seggi, sui 51 della “vecchia” Assemblea dell’isola. La destra regionalista ha intanto ottenuto il 18,3% dei voti, e 10 seggi, mentre i Repubblicani guidati da Valérie Bozzi hanno raccolto il 12,6% e 6 seggi , cinque in meno rispetto al 2015. Andà per dumane, la lista che fa capo al movimenti En marche! del presidente Emmanuel Macron ha infine raccolto il 12,7% e sei seggi. La sinistra e il Front National sono stati esclusi dal ballottaggio. Limitata la partecipazione: ha votato il 52,6% circa degli aventi diritto, contro il 67% di due anni fa.

I nazionalisti corsi si sono impegnati a non avanzare richieste di indipendenza - peraltro sostenute solo da una delle due componenti del movimento - per dieci anni. Si apre però una fase politica nuova, nei confronti di Parigi. «Il momento di aprire un vero dialogo è venuto», ha spiegato ieri a Le Monde Gilles Simeoni, che guida gli autonomisti, la componente più moderata. «Le circostanze - ha poi aggiunto - non sono mai state così favorevoli per una regolamentazione politica dall’alto della questione corsa».

Le richieste dei corsi prevedono un riconoscimento, nella Costituzione francese, della nazionalità e della lingua dell’isola, insieme a una forte autonomia politica e fiscale. Sul piano economico, la principale aspirazione è quella di dare ai cittadini dell’isola, che a causa del turismo hanno visto salire i prezzi delle abitazioni a livelli insostenibili, un trattamento privilegiato, che però appare di difficile realizzazione sia sul piano giuridico che su quello economico.

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