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Lettera dei 5 grandi Ue al Tesoro Usa: «Riforma fiscale di Trump contro le regole internazionali»

Supporter di Donald Trump in Florida (Reuters)
Supporter di Donald Trump in Florida (Reuters)

Il balzello del 20% sui pagamenti a soggetti stranieri effettuati da società con sede negli Usa andrebbe in conflitto con le regole Wto, e soprattutto alzerebbe un ostacolo su «un’arteria centrale dell’economia mondiale». Le misure anti-erosione fiscale metterebbero a carico degli operatori finanziari stranieri attivi negli Usa un’aliquota effettiva superiore al 100 per cento. L’aliquota del 12,5% sulla vendita di beni o la concessione di licenze per l’utilizzo fuori dagli Usa si tradurrebbe in una sorta di dumping fiscale. Queste le accuse che le cinque economie più grandi della Ue rivolgono alla riforma Trump.

Lo fanno con una lettera indirizzata oggi al segretario Usa al Tesoro Steven Mnuchin dai suoi cinque colleghi di Germania (Peter Altmaier), Francia (Bruno Le Maire), Regno UNito (Philip Hammond), Italia (Pier Carlo Padoan) e Spagna (Cristobal Montoro Romero). I cinque, con una mossa inedita nei modi e nei contenuti, lanciano un allarme corale preventivo, individuando sia nel testo della Camera sia in quello del Senato, ora in fase di allineamento, tutti i punti critici che renderebbero la riforma fiscale targata Trump indigesta per i palati europei. E per le regole internazionali.

Proprio quest’ultimo è il punto di fondo. «Gli Stati Uniti - scrivono i cinque nella lettera spedita a Washington - sono il partner più importante per l’Europa nel commercio e negli investimenti». Per questa ragione l’utilizzo di strumenti fiscali “non convenzionali” può colpire l’economia mondiale, e rappresentare un cambio di rotta rispetto alla cooperazione «degli ultimi anni» che ha portato a condividere novità importanti come il trattato Beps contro l’erosione fiscale. Quella cooperazione, è in sintesi l’accusa politica rivolta all’amministrazione Trump, ha aperto «un capitolo nuovo nella cooperazione internazionale e nella condivisione di regole fiscali». La riforma Trump rischia invece di chiudere quel capitolo.

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