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Duro colpo per Trump: perde un seggio chiave nel feudo dell’Alabama

  • – di Redazione online
Il candidato democratico Doug Jones dopo la vittoria in Alabama (Ap)
Il candidato democratico Doug Jones dopo la vittoria in Alabama (Ap)

Duro colpo per Donald Trump, che vede assottigliarsi la maggioranza in Senato a un solo seggio. Il democratico Doug Jones ha infatto vinto le elezioni in Alabama - Stato sempre repubblicano nell’ultimo quarto di secolo - dove era in palio un seggio della camera alta. La vittoria di Jones è uno schiaffo per il presidente, che aveva appoggiato il candidato Roy Moore nonostante la controversia sollevata dalle accuse di molestie sessuali.

Duro colpo anche per il partito repubblicano al Congresso, che perde un
prezioso voto al Senato, dove deteneva una maggioranza già limitata a 52 seggi su 100 e ora ha dunque un solo voto di scarto.

Il presidente incassa la sconfitta
Trump reagisce su Twitter mostrando fair play e congratulandosi con il democratico Doug Jones che ha sconfitto il candidato repubblicano Roy Moore
appoggiato dal presidente. «I Repubblicani avranno un'altra chance per questo seggio molto presto. Non finisce mai!», ha scritto Trump.

Segnale per le elezioni di midterm
Con il 99% dei voti già conteggiati, Jones ha un vantaggio di 1,5 punti percentuali su Moore, che dunque appare orami definitivamente battuto anche se in realtà non ha ancora ammesso la sconfitta. La campagna elettorale è stata segnata dalle accuse di alcune donne a Moore di molestie sessuali quando erano teenager. Il 70enne candidato repubblicano - un cristiano conservatore - ha sempre negato le accuse. L’affermazione dei Democratici nel feudo repubblicano dell’Alabama è di buon auspicio per l’opposizione in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo 6 novembre, quando sono in palio tutti e 435 i seggi della Camera dei rappresentanti e 33 seggi su 100 del Senato. Si potrebbe profilare dunque un cambio di maggioranza in una delle due Camere che avrebbe il sicuro effetto di indebolire Trump, come già accaduto a Obama nel 2014.

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