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Brexit, via libera dei leader Ue alla fase due dei negoziati

CONSIGLIO EUROPEO

Brexit, via libera dei leader Ue alla fase due dei negoziati

DAI NOSTRI INVIATI
BRUXELLES – I Ventisette hanno deciso oggi qui a Bruxelles di aprire ufficialmente il negoziato sul futuro rapporto con il Regno Unito, dopo l'uscita del paese dall'Unione, prevista nel 2019. “Sufficienti progressi” sono stati compiuti nelle trattative sul divorzio. La partita, tuttavia, è tutt'altro che terminata. L'intesa di divorzio presenta numerose incognite, mentre, sul futuro partenariato, oltre a non conoscere le intenzioni della Gran Bretagna stanno apparendo divisioni tra i Ventisette.

«I leader europei sono d'accordo per iniziare la seconda fase dei negoziati. Congratulazioni alla premier Theresa May», ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, alla fine di una due-giorni di vertice europeo. La decisione è giunta dopo che venerdì scorso i negoziatori di Londra e Bruxelles avevano trovato una pre-intesa di divorzio, che peraltro rischia di essere difficile da finalizzare per via di nodi ancora aperti .

In un’appendice a un vertice a 28, i Ventisette hanno quindi tratteggiato un calendario per i prossimi mesi. Entro gennaio, vogliono trovare un accordo tra di loro in vista di un periodo di transizione di due anni, dopo Brexit. Le condizioni sono chiare. Nel periodo di transizione, la Gran Bretagna dovrebbe rispettare l'intero acquis communautaire, anche le leggi nuove, senza tuttavia partecipare alle istituzioni comunitarie, e pagando la propria quota nel bilancio comunitario.

Non sarà facile trovare un’intesa con Londra, ma, almeno su questo fronte, gli interessi di fondo sono coincidenti: da tempo, il governo inglese chiede un periodo di transizione. Per bocca di un suo portavoce, la premier May ha detto che affronterà la nuova fase dei negoziati «con ambizione e creatività». L'obiettivo dei Ventisette è di chiudere entro ottobre il negoziato sull'atto di divorzio e sul periodo di transizione, per permettere una successiva approvazione parlamentare in tempo per l'uscita del paese dall'Unione.
Quanto alle linee-guida per discutere del partenariato, da finalizzare entro la fine del periodo di transizione, queste devono essere pronte entro marzo. Su questo aspetto, i nodi sono almeno due. Il primo riguarda il Regno Unito. Ha fatto notare il premier maltese Joseph Muscat: «L'importante è che Londra chiarisca cosa vuole». Il paese vuole uscire dal mercato unico, ma vorrebbe godere degli stessi privilegi di un paese membro, senza versare contributi al bilancio europeo e senza rispettare le libertà di movimento.

Finora, la posizione inglese è parsa contraddittoria, impossibile da conciliare con i principi posti dall'Unione. Norvegia o Svizzera non sono membri dell'Unione, ma hanno accesso al mercato unico previa una contribuzione al bilancio comunitario. Il capo-negoziatore europeo Michel Barnier ha già spiegato che, in assenza di indicazioni da parte del Regno Unito, i Ventisette dovrebbero puntare a un accordo commerciale non dissimile da quello negoziato di recente con il Canada.

In questo frangente, il problema è che i Ventisette hanno interessi diversi. Tutti vogliono preservare la presenza del Regno Unito nel mercato unico dell'aviazione, ma su altri fronti le differenze sono evidenti. Parlando oggi qui a Bruxelles, il premier irlandese Leo Varadkar ha spiegato che dal punto di vista dell'Irlanda «la preferenza è che le cose rimangano più o meno come lo sono oggi». Ha poi aggiunto: «Non tutti condividono questa posizione». Alcuni paesi sono pronti ad avere rapporti meno impegnativi con Londra.
La fase di transizione “non sarà un regalo alla controparte”, ha commentato dal canto suo il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una conferenza stampa. Il premier italiano ha poi definito “molto complicata” la seconda fase dei negoziati. Secondo il presidente Gentiloni, tra la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord vi sono attualmente in vigore 142 accordi, mentre il Regno Unito partecipa con gli altri paesi dell'Unione a 752 intese internazionali.

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