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Ecco la pista spagnola che ha portato alla cattura di Igor

le tracce del killer

Ecco la pista spagnola che ha portato alla cattura di Igor

(Fonte: Ansa)
(Fonte: Ansa)

Un vocabolario italiano-spagnolo. Cruciverba in lingua ispanica. E molte lettere con ragazze iberiche. È stato il suo passato a condurre verso la Spagna. Anche prima che la fuga di Igor Il Russo, alias Norbert Feher, terminasse dopo nove mesi ed altri tre morti, la procura di Bologna aveva già avviato una rogatoria con Madrid. Poi la drammatica svolta, con l'uccisione di due agenti della Guardia Civil e un agricoltore in una fattoria, vicino a Saragozza, dove tra l'altro lui era già stato l'anno scorso. E da dove aveva postato anche foto su Facebook.

Era dunque scappato dall'Italia, il killer di Budrio, il 36enne serbo dalle mille identità e un interesse: la Spagna. In cella per varie rapine, già nel 2010 aveva una corrispondenza con ragazze ispaniche, colloquiava con detenuti sudamericani e nel suo rifugio poi abbandonato nelle campagne emiliane è stato trovato un vocabolario italiano-spagnolo con la sua impronta digitale. Quella poi usata per l'identificazione dopo la cattura.

La “pista spagnola” confermata già a luglio
È tutto questo che ha confermato ai pm la pista spagnola già a luglio, oltre a racconti di suoi ex compagni di cella, a cominciare da uno slovacco che per primo aveva fatto il nome di Norbert Feher per i delitti dell'Emilia. Testimonianze incrociate con i riscontri di cellulare e social.

Ai colleghi spagnoli, gli inquirenti di Bologna avevano raccomandato di prestare attenzione soprattutto alle rapine in zone agricole, vicino a boschi. E i primi indizi della sua presenza potevano essere stati anche furti di cibo. In Spagna, conferma a Storiacce di Radio24 il procuratore di Bologna Giuseppe Amato, «si è comportato come in Italia, compiendo lo stesso tipo di delitti».

L’enigma: chi lo ha aiutato a fuggire?
Ed è alla fine lì, in una fattoria che la latitanza di Igor è finita, in quella Spagna dove alcune persone con cui aveva avuto contatti in Emilia - italiani e stranieri - si erano trasferiti, conferma il comandante del Ros, generale Pasquale Angelosanto: «Abbiamo individuato alcuni serbi che avevano mantenuto contatti con Igor e con italiani localizzati in Spagna».

Ma chi lo ha aiutato a fuggire dall'Italia, mentre era il ricercato numero uno? Questo il cuore della nuova inchiesta sui fiancheggiatori, che ha già alcuni indagati, cinque secondo indiscrezioni di stampa, ma almeno 400 nomi da controllare. Alla fuga di Igor Il Russo, è dedicata la puntata di Storiacce di sabato 16 dicembre alle 21.30 su Radio24.

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