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Il Cile svolta a destra: il magnate Piñera torna presidente

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Il Cile svolta a destra: il magnate Piñera torna presidente

A volte ritornano. Sebastian Piñera è il nuovo presidente del Cile, ha vinto il ballottaggio di domenica. È un imprenditore multimiliardario che piace a destra e non dispiace al centro. L'iconografia è quella di altri presidenti latinoamericani: è ricchissimo, con interessi che spaziano dal calcio (è proprietario della squadra Colo Colo) alle tv (Chilevision), dalle compagnie aeree (Lan), all'edilizia. E questo piace alla destra. La sua cifra personale è il pragmatismo. E questo piace al centro. A sinistra vengono ricordate le storie di tangenti, di affari oscuri e di scandali.

Quello di Piñera è il secondo mandato, nel primo (2010-2014) avviò riforme rimaste incompiute. Ci riproverà dal primo marzo 2018, giorno del suo insediamento al Palacio de La Moneda. L'economia langue, nel 2016 la crescita del Pil è stata fiacca, dell'1,6% e nel 2017 dell'1,4%. Troppo poco per un Paese di 17milioni di abitanti con straordinarie ricchezze naturali e un tasso di istruzione tra i più elevati d'America Latina. Il prezzo del rame, la commodity nazionale, è crollato e ciò ha tarpato il rilancio del Paese.

Le sfide: istruzione, fisco e previdenza
Quella cilena ha fama d'essere un'istruzione di ottimo livello, ma troppo elitaria. Un laureato entra nel mercato del lavoro con 30 o 40mila dollari di debito da restituire alle banche che gli hanno erogato il prestito scolastico per accedere alle prestigiose università di Santiago. L'idea di Bachelet è quella di istituire e rafforzare un impianto di scuole e università pubbliche di qualità. L'obiettivo della riforma è quello di creare un sistema di “Nuova pubblica istruzione”. Così è stato definito e comunicato. La legge prevede l'istituzione progressiva fino al 2030 di 70 servizi locali che si faranno carico della responsabilità delle scuole locali del Paese al posto dei comuni. Una sorta di rimodulazione delle competenze amministrative che dovrebbe dare più risorse e più forza al settore educativo pubblico.

Il nodo pensioni
La riforma tributaria è l'altro passaggio chiave: Michelle Bachelet, presidente uscente, ha prefigurato una riforma tributaria che aumenta le tasse alle imprese e questa potrebbe essere, secondo vari economisti, la prima causa del rallentamento dell'economia. Piñera ci riproverà, da presidente, ma non sarà facile anche perché c'è il “nodo pensioni”, la matassa più difficile da dipanare. I fondi pensioni cileni, osannati negli anni Novanta, si sono rivelati un flop: l'eccessiva precarietà del mercato del lavoro non ha consentito i versamenti regolari dei dipendenti. E quindi lo Stato si è dovuto accollare gli oneri di pensioni miserabili. Insomma quello di Piñera sarà un sentiero stretto.

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