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Trump: Cina e Russia nostri avversari

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Trump: Cina e Russia nostri avversari

  • –Roberta Miraglia

Protezione dei confini e del popolo americano, aumento della forza militare, con l’eliminazione del tetto alle spese per armamenti introdotto da Barack Obama, e perseguimento di politiche commerciali più favorevoli agli Stati Uniti. E un avvertimento a Cina e Russia, le potenze «avversarie» che cercano di «disegnare un mondo in antitesi ai valori e agli interessi americani». Sono i capisaldi della nuova strategia di sicurezza nazionale messa a punto dall’amministrazione Trump e presentata ieri dal presidente. Un inno all’America First che per la prima volta, ha detto il presidente, si occupa della «sicurezza economica».

Allo stesso tempo la nuova dottrina prende in carico le minacce militari della Corea del Nord e quelle di un nemico di ritorno, l’Iran. «Affronteremo la sfida» di Pyongyang e dei suoi missili ha affermato Trump, «non abbiamo altra scelta». Il documento parla di un rafforzamento dei livelli di difesa antiarea nei confronti sia di Pyongyang che di Teheran, una sorta di “scudo” per difendere gli Usa e i suoi alleati.

Ma è Pechino il grande avversario economico(strategic competitor) degli Stati Uniti. La sua espansione, dall’Europa all’Africa, attraverso pratiche commerciali scorrette e investimenti in industrie chiave e tecnologie sensibili preoccupa non poco Washington. Anche Mosca non viene risparmiata, colpevole di danneggiare gli interessi americani in casa e all’estero.

Le due potenze “concorrenti” degli Usa, secondo il documento - che è un atto richiesto dal Congresso al Governo - «sono decise a rendere le economie meno libere e giuste, ad aumentare la forza militare e a controllare informazioni e dati per reprimere le libertà nelle proprie società ed espandere la propria influenza». Cina e Russia vengono etichettate come «potenze revisioniste» perché cercano di alterare lo status quo. Mosca agisce in Europa, con le sue incursioni militari, come è avvenuto in Ucraina; Pechino in Asia, attraverso le aggressioni nel Mare cinese meridionale. Russia e Cina «sfidano il potere, l’influenza e gli interessi americani tentando di erodere la sicurezza e la prosperità degli Stati Uniti». Inoltre, ha detto Trump, le due potenze «stanno sviluppando armi avanzate che potrebbero minacciare le nostre infrastrutture cruciali».

La strategia di sicurezza nazionale ai tempi di Donald Trump delinea un misto di politica economica e di difesa in senso stretto perché la strategia viene declinata nell’ottica di America First. E quando mette nel mirino la Cina, pensa soprattutto all’enorme squilibrio commerciale. Washington, è l’avvertimento, «non chiuderà più gli occhi di fronte alle violazioni, gli imbrogli o l’aggressione economica».

La dottrina Obama è distante anni luce. Per l’ex presidente il cambiamento climatico rappresenta una minaccia alla sicurezza del Paese e per questo la lotta alle emissioni era stata inserita tra le priorità del suo Governo. Con il miliardario Trump il clima esce dai piani dell’amministrazione per fare posto alla contrapposizione con Pechino e Mosca. Però Washington per affrontare la Corea del Nord ha bisogno della collaborazione di Pechino che viene invece definita «avversario strategico», un’espressione che non piace alla Cina: l’aveva usata all’inizio del suo mandato anche George W. Bush e il Governo cinese aveva esercitato molte pressioni affinché l’amministrazione la mettesse da parte.

I giorni cordiali a Mar-a-Lago tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping in visita ufficiale sono lontani. Appare offuscato anche il desiderio del presidente di voler migliorare le relazioni con Vladimir Putin. In questo momento per l’inquilino della Casa Bianca è importante sottolineare la necessità di intraprendere azioni economiche concrete per limitare lo strapotere commerciale della Cina.

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