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Gerusalemme capitale Israele: l’Onu vota contro il riconoscimento Usa

MA ISRAELE RIGETTA LA RISOLUZIONE

Gerusalemme capitale Israele: l’Onu vota contro il riconoscimento Usa

(Afp)
(Afp)

La misura dell’isolamento degli Stati Uniti nell’era Trump: con 128 voti a favore, 9 contrari e 35 astensioni, ieri l’Assemblea Generale delle Nazioni Uniti ieri ha approvato la risoluzione che condanna la decisione di Washington di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele (6 dicembre). Una maggioranza schiacciante, nonostante il ricatto dell’ambasciatrice americana Nikki Haley, che aveva minacciato il taglio degli aiuti a chi si fosse schierato contro Washnigton. Ventuno Paesi non hanno partecipato al voto.

«È una vittoria per la Palestina», ha affermato un portavoce del presidente Mahmoud Abbas.

Risoluzione su Gerusalemme, l'ultimatum di Trump

«Gli Stati Uniti - aveva detto prima del voto Haley nell’intervento sul podio dell’aula - ricorderanno questo giorno, in cui sono stati isolati e attaccati nell’Assemblea Generale. Ce ne ricorderemo quando tutti quei Paesi che ci chiedono aiuti verranno a chiederci di dare ancora di più, e lo fanno spesso. Questo voto sarà ricordato». Il presidente Donald Trump, da Washington, aveva rincarato la dose: «Questi Paesi prendono da noi centinaia di milioni di dollari e poi ci votano contro. Bene, osserveremo questi voti. Che ci votino pure contro». Haley ha lasciato l’aula subito dopo il suo intervento, senza ascoltare le dure repliche alle sue parole, che alla fine potrebbero aver ottenuto l’effetto contrario. «Questo - ha scandito il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu - è bullismo. È immorale pensare che i voti e la dignità degli Stati membri siano in vendita».

Sul fronte opposto, durissimo l’ambasciatore israeliano, Danny Danon: «Chi oggi sostiene questa risoluzione è una marionetta manovrata dai burattinai palestinesi». E dopo il voto, l’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha affermato in una nota che Israele rigetta la decisione dell’Assemblea Generale e ringrazia Trump e i Paesi che hanno sostenuto Israele.

Una risoluzione simile a quella votata ieri dall’Assemblea Generale, che chiede a Washington di tornare sui suoi passi e seguire la via dei negoziati per definire lo status di Gerusalemme, era stata approvata con 14 voti su 15 dal Consiglio di sicurezza Onu la scorsa settimana. Ad Haley non era rimasta altra scelta che esercitare il potere di veto degli Stati Uniti per la prima volta dal 2011. Un altro strappo.

L’Italia, insieme a 25 Paesi dell’Unione europea, tra cui Francia, Germania e Regno Unito, ha votato a favore della risoluzione (che comunque non è vincolante). Tra le astensioni pesanti si contano Canada, Argentina e Romania.

Gli Stati Uniti forniscono il 28,5% dei 7,3 miliardi di dollari stanziati dalle Nazioni Unite per finanziare le operazioni di peacekeeping e il 22% del budget Onu (2,7 miliardi).

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