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Iran, 10 morti e 300 arresti nelle proteste antigovernative

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Rohani in tv: diritto a manifestare

Iran, 10 morti e 300 arresti nelle proteste antigovernative

(Reuters)
(Reuters)

Non si fermano le proteste antigovernative in Iran, contro il carovita e contro la corruzione del regime. La televisione statale iraniana riporta che 10 persone sono state uccise durante le proteste in corso nel Paese. Trecento gli arresti tra Teheran, Izeh e Arak dove 12 agenti di polizia sono rimasti feriti negli attacchi all’ufficio del governatorato della stessa città.

Nella sera del 31 dicembre, il presidente iraniano Hassan Rohani ha tenuto un discorso trasmesso in televisione, sottolineando che «il popolo iraniano è libero di manifestare», ma anche che «la critica è diversa dalla violenza e dalla distruzione della proprietà pubblica», e che spetta alle « autorità autorizzare le manifestazioni e le proteste legali. Rohani ha anche sottolineato che il popolo dell'Iran non si preoccupi solo per l'economia ma anche per la corruzione e la trasparenza del governo. Rohani ha anche attaccato il presidente Usa Donald Trump per le sue «dichiarazione che interferiscono con l'attività delle autorità dell'Iran». Nel dare il suo sostegno alle manifestazioni di questi giorni, ha detto Rohani, il presidente americano si è dimenticato di quando «definiva gli iraniani terroristi».

L'agenzia Mehr scrive che la protesta di Doroud - una città circa 325 chilometri a sudovest di Teheran - non era stata autorizzata. «Il raduno doveva finire in modo pacifico - ha commentato Khojastepour - ma sfortunatamente questo non è successo a causa della presenza di agitatori. Nessuno sparo è stato esploso dalla polizia locale e dalle forze di sicurezza - prosegue - ma abbiamo evidenza della responsabilità dell’accaduto dei nemici della rivoluzione, dei gruppi Tafkiri (termine con cui si identificano i gruppi iraniani filo-Isis) e di agenti stranieri.

In alcuni video pubblicati ieri notte sui social media si vede un dimostrante con una ferita da arma da fuoco e manifestanti a terra mentre in sottofondo si sente il rumore di spari. Ieri mattina l'agenzia stampa semiufficiale Ilna ha scritto che le autorità hanno arrestato una ottantina di dimostranti ad Arak, circa 280 chilometri a sud di Teheran.

Il governo di Teheran ha fatto sapere che coloro che da tre giorni manifestano contro le difficoltà economiche e la corruzione nel paese, dovranno pagare un alto prezzo in caso di ulteriori proteste non autorizzate. L’ondata di manifestazioni anti-governative che ha interessato diverse tra le principali città iraniane, è la maggiore sfida alla leadership iraniana dal 2009 , quando la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad venne contestata per mesi dai manifestanti.

Nel corso della giornata Instagram e Telegram sono stati bloccati in Iran «per mantenere la pace» durante le proteste. Lo ha annunciato la tv di stato iraniana, dopo che amministratore delegato di Telegram, Pavel Durov aveva denunciato via Twitter il blocco dell'app.

Spari contro manifestanti in Iran, morti

Arresti a Teheran
Circa 200 dimostranti sono stati inoltre arrestati sabato a Teheran «per aver distrutto proprietà pubbliche e per gli scontri». Lo ha detto il vicegovernatore della capitale iraniana, Nasser Bakht, aggiungendo che altre persone sono invece state rilasciate, compreso un gruppo di studenti. Bakht ha aggiunto che sono stati arrestati anche circa 40 leader delle «manifestazioni illegali».

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